Purificatori d’aria indoor: riducono il PM2.5, ma le prove sui benefici cardiovascolari restano al momento molto incerte
A cura di Lediana Spaho, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva FI
L’inquinamento dell’aria indoor rappresenta un rischio importante per la salute, poiché le persone trascorrono gran parte del loro tempo in ambienti chiusi. Tra gli inquinanti più rilevanti vi sono le
polveri sottili PM2.5, associate a effetti negativi sul sistema cardiovascolare, come aumento della pressione arteriosa, infiammazione e alterazioni della funzione vascolare.
L’articolo analizza l’efficacia dei purificatori d’aria negli ambienti interni attraverso una revisione sistematica e una meta-analisi di studi randomizzati controllati. Sono stati inclusi 14 trial crossover, pubblicati in 18 articoli, che hanno valutato diversi indicatori cardiovascolari, tra cui pressione arteriosa, pressione differenziale, funzione endoteliale e biomarcatori infiammatori.
I risultati mostrano che l’uso dei purificatori d’aria può ridurre l’esposizione al PM 2.5 e determinare una diminuzione significativa della pressione sistolica. Alcuni benefici sono stati osservati anche sulla pressione differenziale e sulla funzione endoteliale, soprattutto con purificatori di tipo fisico, come quelli con filtri HEPA.
Tuttavia, gli autori sottolineano che le evidenze disponibili sono ancora molto limitate, a causa di campioni ridotti, breve durata degli interventi e limiti metodologici. Per questo motivo, i risultati suggeriscono possibili benefici cardiovascolari a breve termine, ma devono essere interpretati con cautela.
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