NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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L’allenamento e l’attività fisica per la prevenzione delle cadute accidentali nella popolazione adulta e anziana

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

Le cadute accidentali rappresentano una priorità per la sanità pubblica a causa della loro frequenza e gravità e producono conseguenze rilevanti in termini di disabilità, ricoveri e mortalità, soprattutto nelle persone anziane, causando costi umani, sociali e materiali straordinari. Incorrono in cadute soprattutto le persone anziane sole o istituzionalizzate.

I due lavori qui considerati, la revisione Cochrane di Sherrington et al. del 2019 e la revisione di Caristia et al. del 2021, hanno valutato l’effetto di interventi di allenamento e attività fisica volti a ridurre l’incidenza delle cadute nella popolazione adulta e anziana.

Lo studio di Sherrington ha incluso gli RCT che valutano gli effetti di ogni forma di esercizio fisico come singolo intervento per la prevenzione delle cadute di soggetti con più di 60 anni che vivono in comunità. Sono esclusi gli interventi focalizzati su condizioni particolari (es. riabilitazione dopo infarto).

I risultati mostrano che le diverse tipologie di esercizio fisico hanno differente impatto sulle cadute degli anziani. Rispetto ai controlli, esercizi sull’equilibrio e funzionali riducono le cadute del 24%; se a questi esercizi sono aggiunti esercizi di resistenza, la riduzione delle cadute sale al 34%. Il Tai Chi può ridurre il tasso di cadute del 19% (basso grado di evidenza).

Risultano invece incerti gli effetti di danza o programmi di cammino sull’incidenza di cadute. Non vi sono trial che comparano esercizi mirati alla flessibilità o a endurance rispetto a controlli.

Anche la revisione di Caristia et al. ha incluso studi sperimentali ed ha evidenziato i benefici dell'esercizio fisico nella prevenzione delle cadute accidentali. Gli interventi più efficaci sono risultati gli allenamenti "tridimensionali" che prevedono movimento su tutti e tre i piani spaziali, come per esempio, Tai Chi, danza; esercizi di equilibrio. Anche in questo studio si registra un alto grado di evidenza soprattutto sull’efficacia degli esercizi volti a potenziare l’equilibrio e degli esercizi funzionali.

I risultati della ricerca indicano inoltre l'importanza di garantire la sicurezza dell’ambiente in cui i pazienti sono impegnati, quando si conducono interventi volti a promuovere l'attività fisica.

Gli autori sottolineano l'efficacia della pratica dell'esercizio quando svolto in gruppo con il supporto di un istruttore o un fisioterapista. In alternativa, gli esercizi praticati individualmente a casa sono efficaci se praticati dopo un periodo di formazione o in combinazione con una frequenza regolare di lezioni.

Sebbene le prove rilevate in entrambe le revisioni non siano sempre di qualità elevata, è tuttavia possibile ricavare l’indicazione che è opportuno incoraggiare e sostenere la pratica dell’attività fisica nelle comunità locali per i soggetti adulti e durante l’invecchiamento, privilegiando le pratiche volte a migliorare le capacità di equilibrio, di resistenza, e la forza muscolare

Vai alla scheda di sintesi della revisione di Sherrington et al. 

Vai alla scheda di sintesi della revisione di Caristia et al.