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A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze
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L'esposizione al tabacco e alla nicotina durante la gravidanza è una causa prevedibile di diverse complicanze ostetriche e fetali quali il distacco placentare, il parto prematura, un basso peso alla nascita, aborto spontaneo e morte del feto. Nonostante una maggiore consapevolezza sui possibili danni del fumo, una percentuale significativa di donne in tutto il mondo non smette di fumare in gravidanza.
Gli autori di questa review hanno selezionato 63 RCT, per un totale di 19.849 donne, con l'obiettivo di valutare l'efficacia degli interventi per smettere di fumare, compresi quelli psico-sociali, digitali e farmacologici, rispetto agli interventi tradizionali. In particolare, 12 RCT hanno analizzato interventi farmacologici, valutando nello specifico l'azione della terapia con nicotina o con bupropione, 9 RCT hanno analizzato interventi digitali quali ad esempio la visione di video inviati tramite mail, messaggi di testo o tramite app di messaggistica istantanea, 44 RCT hanno, infine, analizzato interventi psicosociali, quali il counseling, l'uso di incentivi economici o il supporto sociale.
Gli interventi che hanno mostrato efficacia in termini di cessazione dell’abitudine al fumo (confermata biochimicamente) sono stati gli incentivi finanziari (RR:1.77; 95%CI:1.21–2.58), il counseling (RR:1.27; 95%CI:1.13–1.43) e la terapia sostitutiva della nicotina (NRT) a lungo termine (RR:1.53; 95%CI:1.16–2.01). Tuttavia, il livello di qualità delle prove riguardanti la terapia farmacologica è risultato essere "basso" tramite metodo GRADE.
In conclusione, i risultati indicano che gli interventi non farmacologici siano quelli più efficaci per la cessazione del fumo tra le donne in gravidanza. Tuttavia, bisogna considerare che l’efficacia di un singolo intervento va contestualizzata in un più ampio contesto che prenda in esame non solo la strategia applicata, che può prevedere anche due o più interventi in combinazione, ma anche i bisogni e il contesto culturale della donna in gravidanza.
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Gli interventi di cogenitorialità sono efficaci per quanto riguarda i rapporti familiari, anche intergenerazionali, e per quanto riguarda la riduzione dei sintomi di depressione materna
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A cura di Paola Capra, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte
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La cogenitorialità è il termine che descrive i ruoli e le interazioni tra genitori e figure sostitutive dei genitori, innanzitutto i nonni, che si prendono cura del neonato. La revisione sistematica Xiao del 2021 ha valutato l’efficacia degli interventi di cogenitorialità realizzati subito dopo la nascita del bambino, sulle relazioni cogenitoriali tra genitori e tra genitori e nonni, sulla loro salute psicologica e sugli esiti di cogenitorialità.
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A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale
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L'uso di sostanze e l'abuso di alcol da parte dei genitori è una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica e la tutela dei minori, può essere dannoso per lo stesso genitore che fa uso di queste sostanze, per il suo partner e per i bambini che vivono con lui. Quando uno o entrambi i genitori abusano di alcol o fanno uso di droghe i figli hanno maggiori probabilità di subire lesioni e di avere problemi di salute fisica e mentale.
Diversi studi hanno esaminato interventi mirati a questo fattore di rischio. Lo studio qui analizzato, pubblicato nella Cochrane Library, si propone di stimare l'efficacia degli interventi psicosociali nel ridurre il consumo di sostanze da parte dei genitori. Sono stati analizzati diversi tipi di interventi psicosociali; alcuni interventi si concentravano sulla cessazione di consumo di alcol e droghe da parte dei genitori, altri sulle capacità genitoriali e sulle relazioni tra genitori e figli. Alcuni interventi psicosociali combinavano entrambe le cose. La maggior parte degli studi ha valutato interventi erogati alle madri.
Secondo gli autori della revisione gli interventi psicosociali possono aiutare i genitori a ridurre il consumo di alcol e di droghe. In particolare gli interventi che si concentrano sia sul consumo di alcol e droghe sia sul ruolo genitoriale risultano migliori per ridurre il consumo di alcol e droghe dei genitori. Inoltre, risulta opportuno che gli interventi non coinvolgano direttamente i bambini.