NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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A cura di Rosella Saulle e Zuzana Mitrova, Dipartimento di Epidemiologia SSR del Lazio - ASL Roma 1

 

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) comprendono alterazioni persistenti delle abitudini alimentari e del rapporto con il peso e l'immagine corporea. Esordiscono più frequentemente durante l'adolescenza e possono persistere in età adulta. Sono associati a un rilevante impatto sanitario, sociale ed economico e si accompagnano frequentemente a depressione, ansia, difficoltà nella regolazione delle emozioni e bassa autostima. L'insoddisfazione corporea, l'interiorizzazione degli ideali estetici e le pressioni socioculturali rappresentano importanti fattori di rischio, favorendo l'adozione di comportamenti alimentari disfunzionali come modalità di gestione delle emozioni negative.

La scuola rappresenta un contesto privilegiato per realizzare interventi di prevenzione universale, finalizzati a ridurre questi fattori di rischio e a promuovere il benessere psicologico. In tale contesto è stata condotta una revisione sistematica della letteratura con l'obiettivo di valutare l'efficacia dei programmi scolastici di prevenzione dei DCA e il loro impatto sulla salute mentale degli adolescenti.

  

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A cura di Marco Martorana, Università del Piemonte Orientale

 

Una network meta-analisi su 43 RCT evidenzia che il training cognitivo è un intervento non farmacologico, economico ed efficace per contrastare il declino cognitivo a diversi stadi di gravità. Tutti i protocolli analizzati migliorano il funzionamento cognitivo rispetto ai gruppi di controllo: in particolare, la Reminiscence Therapy risulta la modalità più efficace a livello generale, mentre il Cognitive Strategy Training offre benefici specifici nel linguaggio, nella memoria a breve termine, nel tono dell'umore e nella qualità della vita.

 

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 A cura di Rita Longo, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, ASL TO3 Regione Piemonte

ll disagio mentale in età giovanile – se non riconosciuto o trattato - può influenzare negativamente la salute fisica e psichica nelle successive fasi di vita. Una delle cause che impedisce agli/alle adolescenti di chiedere aiuto e accedere ai servizi dedicati è la paura dello stigma o discriminazione, spesso legato alla mancanza di conoscenze sul tema: per tale motivo, sono utili e necessari interventi di alfabetizzazione alla salute mentale in adolescenza, per aumentare tali conoscenze su cause e caratteristiche di specifici disturbi e condizioni mentali, rinforzare capacità quali darsi aiuto e aiutare, modificare pregiudizi (stigma) verso se stessi e verso le persone con problemi mentali.
 
 
 
 
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A cura di Rita Longo, DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte. ASL TO3

I disturbi internalizzanti in età evolutiva, tra cui ansia e depressione, sono tra i più diffusi nel mondo e rappresentano un importante fattore di rischio per lo sviluppo di psicopatologie in età adulta. La letteratura ha già dimostrato l'efficacia preventiva degli interventi di supporto rivolti ai genitori. La revisione analizza i vari tipi di intervento precoce (ossia effettuati durante i primi anni di vita del bambino) di supporto/rinforzo delle competenze genitoriali, analizzando gli effetti su genitori e bambini (aumento dei comportamenti positivi, miglioramento del benessere emotivo, ecc) e l'influenza dell'intervallo temporale dovuto all'inserimento nelle liste di attesa sanitarie.

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A cura di Marco Martorana, Università degli Studi del Piemonte Orientale

La revisione sistematica e meta-analisi ha esaminato 276 studi per valutare l’efficacia degli interventi universali e selettivi nella promozione del benessere mentale nei giovani. Entrambi i tipi di intervento risultano efficaci nel migliorare vari aspetti del benessere psicologico, cognitivo e sociale, con una maggiore efficacia degli interventi universali sulle abilità cognitive, soprattutto nei bambini e adolescenti. Gli interventi psicoeducativi sono risultati particolarmente efficaci per la mental health literacy. Tuttavia, le evidenze restano limitate per alcuni outcome e manca una valutazione dell’efficacia a lungo termine degli interventi. 

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