NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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Attività fisica

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Le schede di sintesi derivano da una ricerca bibliografica esperta nella letteratura scientifica pubblicata e rappresentano la versione “pocket” delle revisioni sistematiche. Sono state valutate come rilevanti per la salute pubblica, tradotte e riassunte per facilitare la lettura e la ricerca sui singoli database.


L’OMS identifica l’inattività fisica come quarto fattore di rischio di mortalità a livello mondiale e come uno dei principali fattori di rischio correlato allo sviluppo di malattie croniche non trasmissibili, tra cui malattie cardiovascolari, diabete e tumori. Nel mondo, un adulto su tre non è sufficientemente attivo.

Dall’indagine Passi (2016-2019) emerge che  il 48% degli adulti può essere classificato come soggetto attivo (cioè effettua un lavoro pesante oppure 30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana e/o attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni), il 23% come parzialmente attivo (non svolge un lavoro pesante ma fa qualche attività fisica nel tempo libero, senza però raggiungere i livelli raccomandati) e il 29% come sedentario (non fa un lavoro pesante e non pratica attività fisica nel tempo libero). L’Indagine OKkio alla SALUTE 2016 rileva che tra i bambini italiani il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana e solo 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. Inoltre, la quota di bambini che trascorre più di 2 ore al giorno davanti a TV/videogiochi/tablet/cellulare risulta in sensibile aumento rispetto agli anni precedenti (41%).

 L’inattività fisica si presenta come un serio problema in termini di salute per cui sono necessari programmi di prevenzione efficaci in grado di ridurre l’abitudine sedentaria e aumentare i livelli di attività fisica.

Sono considerati:

- programmi rivolti alla popolazione generale o suddivisi per fascia di età;

- interventi applicabili in contesti differenti, come luoghi di lavoro, scuola, ambiente sanitario, comunità