NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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Gli effetti del Pilates sulla salute di individui con alto rischio di fratture: una revisione sistematica

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

Le cadute e le conseguenti fratture delle persone con disabilità motoria e/o cognitiva rappresentano una priorità per la sanità pubblica a causa della loro frequenza e gravità. Esistono fattori di rischio di caduta intrinseci, come le alterazioni legate all’età, oppure allo stato di malattia. Risulta importante la messa in opera di programmi e strategie di prevenzione per ridurre il rischio di cadute e fratture nella popolazione anziana o nella popolazione particolarmente a rischio.

Una revisione sistematica della letteratura ha valutato l'efficacia del Pilates, uno dei metodi di allenamento più apprezzati nelle palestre e nei centri di riabilitazione, per la riduzione delle fratture fra la popolazione a rischio. Il Pilates, originariamente sviluppato negli anni '30, si propone di migliorare allineamento posturale, equilibrio e forza muscolare attraverso sequenze controllate abbinate a una respirazione completa e ritmica.

Purtroppo le conclusioni delle revisione risentono della presenza di studi di qualità limitata: in termini di benefici la pratica del Pilates risulta promettente, anche se i rischi non sono sufficientemente studiati e l'effetto del Pilates sulle cadute e sulla densità ossea è incerto. Esistono evidenze che il Pilates abbia migliorato la condizione fisica e la qualità della vita correlata alla salute della popolazione considerata. In particolare, emerge dallo studio che il Pilates può migliorare la condizione fisica e la qualità della vita delle donne con osteoporosi. Gli autori raccomandano di svolgere Pilates all'interno di setting supervisionati da istruttori e fisioterapisti.

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