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A cura di Andrea Guida, Staff Direzione Sanitaria Azienda USL Toscana Centro
Lo screening mammografico si basa tradizionalmente sulla doppia lettura di ogni mammografia da parte di due radiologi. È un approccio efficace, ma in molti programmi la disponibilità di radiologi formati per lo screening rappresenta un vincolo organizzativo rilevante. Una nuova linea guida del Sistema Nazionale Linee Guida dell'ISS, pubblicata a dicembre 2025, affronta il tema dell'intelligenza artificiale nello screening e formula tre raccomandazioni. La più rilevante sul piano organizzativo riguarda il cosiddetto "triage IA": usare un algoritmo non per sostituire il radiologo, ma per decidere quali mammografie richiedono due lettori e quali ne basta uno.
Le evidenze provengono da due grandi studi condotti in Svezia e Danimarca, su oltre 200.000 donne. I risultati mostrano che il triage IA identifica più tumori rispetto alla doppia lettura tradizionale, (13 e 14 casi in più ogni 10.000 donne) e riduce il numero di letture richieste ai radiologi tra il 33% e il 44%.
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A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze
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A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze
I casi di tumore stanno aumentando a livello globale, soprattutto nella fascia attiva della popolazione. Per ridurne l’incidenza e la mortalità, è importante seguire i programmi di screening oncologico offerti alla popolazione per favorire la diagnosi precoce del cancro. In questo scenario, i luoghi di lavoro possono giocare un ruolo fondamentale nella promozione della partecipazione agli esami di screening. L’obiettivo di questa revisione è quello di analizzare gli interventi utilizzati sui luoghi di lavoro per favorire non solo la conoscenza dei lavoratori degli screening oncologici, ma anche l’adesione agli stessi.
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A cura di Cristiano Piccinelli, SSD Epidemiologia e Screening (CRPT) dell’AOU Città della Salute e della Scienza
Nel dicembre 2022, il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato nuove Raccomandazioni sugli screening oncologici, suggerendo di rafforzare quelli già esistenti e di valutare l'ampliamento dell’offerta per i tumori del polmone, della prostata e dello stomaco, basandosi su prime evidenze di efficacia. Sebbene l’impiego della TAC spirale a bassa dose abbia dimostrato una riduzione significativa della mortalità per tumore al polmone, rimangono ancora aperte numerose questioni prima di poterlo adottare come esame di screening su tutta la popolazione eleggibile.
Per affrontare alcune di queste problematiche, in Italia sono stati condotti due studi pilota sullo screening del tumore polmonare. Un aspetto cruciale di questo processo è rappresentato dal ruolo del fumo di sigaretta, che continua a essere il principale fattore di rischio per il tumore del polmone, responsabile dell'80-90% dei casi. Pertanto, risulta essenziale investire in programmi di prevenzione e cessazione del fumo, integrando questi interventi all'interno degli screening organizzati.
Tuttavia, sono necessari ulteriori studi e protocolli chiari per massimizzare l'impatto di un programma di screening. In particolare, è importante migliorare la raccolta di dati sull’abitudine al fumo per identificare correttamente la popolazione a rischio, ridurre le incertezze legate alla sovradiagnosi e definire linee guida per la gestione dei reperti incidentali.
Un approccio integrato e ben strutturato, che unisca screening mirati e strategie di prevenzione, sarà fondamentale per ridurre l'incidenza e la mortalità del tumore al polmone, garantendo al contempo una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse sanitarie.





