NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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A cura di Alice Masini, Università del Piemonte Orientale

 

Con l’intesa Stato-regione del 21 maggio 2026 il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2026-2031 è stato ufficialmente definito e redatto. Rispetto ai precedenti PNP l’attuale nuovo piano prevede un rafforzamento delle risorse dedicate alla prevenzione, con ulteriori 50 milioni di euro stanziati per il 2026 a sostegno delle attività preventive territoriali.

 

Il PNP 2026–2031 si colloca in un contesto di profondo rinnovamento digitale e organizzativo della sanità pubblica italiana, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione attraverso strumenti innovativi e una governance più integrata. Tra le principali novità vi è l’istituzione del National Health Prevention Hub (NHPH), finanziato dal PNRR nell’ambito della Missione 6 “Salute”, come piattaforma nazionale dedicata alla digitalizzazione e al coordinamento delle attività di prevenzione. Il Prevention Hub, incardinato presso il Ministero della Salute, integra dati sanitari, ambientali, veterinari e sociali secondo l’approccio One Health, favorendo una visione complessiva dei determinanti di salute. Attraverso la raccolta e l’analisi di dati strategici, il sistema mira a supportare la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di prevenzione, anche in collaborazione con Regioni, Province Autonome, ISS e Agenas.

 

Tra gli obiettivi principali del progetto rientrano:

- il rafforzamento delle reti nazionali e regionali per promuovere politiche di prevenzione integrate, inclusive e sostenibili;

- l’integrazione delle iniziative del SSN per la prevenzione delle malattie croniche, la promozione di sani stili di vita e la gestione delle emergenze epidemiologiche;

- lo sviluppo di strumenti avanzati per la raccolta e l’analisi dei dati, utili a migliorare la governance dei LEA e ridurre i divari territoriali.

 

Il PNP 2020–2025 aveva già consolidato il ruolo della prevenzione come strumento operativo per l’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) nell’ambito della prevenzione collettiva e della sanità pubblica, sostenendo interventi quali vaccinazioni, screening oncologici e promozione della salute. Questo percorso è stato ulteriormente rafforzato dal D.M. 77/2022, che ha introdotto nuovi standard organizzativi, qualitativi e tecnologici per l’assistenza territoriale, con l’obiettivo di migliorare accessibilità, qualità ed efficienza dei servizi sanitari. In tale prospettiva, il nuovo PNP 2026–2031 punta a consolidare i risultati raggiunti e a integrare pienamente gli strumenti introdotti dal D.M. 77/2022, promuovendo una prevenzione più capillare, proattiva e digitale, capace di potenziare il monitoraggio sanitario, favorire il coinvolgimento dei cittadini e garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi.

Rispetto al precedente, il nuovo Piano punta a rafforzare l’uniformità degli interventi di prevenzione su tutto il territorio nazionale. Le Regioni perseguiranno, infatti, obiettivi predefiniti e vincolanti per aree tematiche, a partire dagli screening oncologici con particolare riferimento all’ampliamento graduale dello screening colorettale alla fascia 70-74 anni e dello screening mammografico tra 45-49 e 70-74 anni.

Il PNP 2026-2031 si concentra fortemente su un approccio alla salute abbracciando il principio One Health come cardine delle politiche di prevenzione rivolto quindi ad una visione a 360 gradi della salute che sia comprensiva della salute umana, animale e ambientale.  Al centro del Piano anche l’intersettorialità e il rafforzamento degli interventi nei diversi contesti di vita e di lavoro, lungo tutto il corso della vita, per rendere la prevenzione più efficace ed equa su tutto il territorio nazionale.

 

Sono sette le aree di intervento prioritarie per la salute pubblica individuate nel PNP 2026-2031:

1.      Malattie croniche non trasmissibili: Include interventi per prevenire patologie cardiovascolari, oncologiche, respiratorie e metaboliche, attraverso la promozione di stili di vita sani, screening e presa in carico della cronicità.

 2.     Dipendenze e problemi correlati: Comprende azioni di prevenzione e contrasto delle dipendenze da sostanze, alcol, tabacco e nuove forme di addiction comportamentale.

 3.     Incidenti stradali e domestici: Mira a ridurre il numero di incidenti attraverso campagne educative, prevenzione dei fattori di rischio e promozione della sicurezza. 

 4.    Salute, sicurezza e benessere dei lavoratori: Include programmi per la prevenzione degli infortuni, dei rischi professionali, dello stress lavoro-correlato e delle esposizioni nocive. 

 5.     Ambiente, clima e salute: Affronta gli effetti dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e dei rischi ambientali sulla salute umana, secondo l’approccio One Health. 

 6.     Malattie infettive prioritarie: Comprende vaccinazioni, sorveglianza epidemiologica, preparedness e risposta alle emergenze infettive e pandemiche. 

 7.   Sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria: Riguarda il controllo delle malattie trasmesse dagli alimenti, la sicurezza nutrizionale, la salute animale e il monitoraggio delle  zoonosi. 

 

Queste 7 macroaree di intervento sono declinate da 14 programmi, molti dei quali già presenti nelle precedenti edizioni:

 

·         PP1 Scuole che Promuovono Salute 

·         PP2 Comunità attive 

·         PP3 Luoghi di lavoro che promuovono salute 

·         PP4 Dipendenze 

·        PP5 Piano mirato di prevenzione (PMP) per la definizione di modello di monitoraggio della qualità e dell’efficacia della formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 

·         PP6 Prevenzione del rischio cancerogeno e reprotossico professionale, del sovraccarico biomeccanico e dei rischi psicosociali 

·         PP7 Prevenzione in edilizia, agricoltura e nell’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature di 

·         PP8 Screening oncologici organizzati per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori 

·         PP9 Ambiente, clima e salute 

·         PP10 Sorveglianza e controllo delle malattie infettive in ambito umano 

·         PP11 Prevenzione nella gestione integrata della cronicità 

·         PP12 Promozione della salute nei primi mille giorni 

·         PP13 Malattie trasmissibili con gli alimenti, tutela della salute dei consumatori e nutrizione 

·         PP14 Problematiche sanitarie emergenti nell’ambito degli animali da compagnia

 

Un elemento che appare relativamente poco esplicitato all’interno del PNP 2026–2030 riguarda il tema dell’Healthy Ageing (invecchiamento in salute). Nonostante l’importanza crescente di questo ambito, sostenuta da una vasta produzione scientifica nell’ultimo decennio e dalla centralità assunta a livello internazionale nelle politiche dell’OMS, il piano italiano non sembra configurare l’invecchiamento in salute come una tematica autonoma e strutturata. Nel PNP, infatti, la popolazione anziana viene prevalentemente considerata all’interno di cornici già esistenti, in particolare: la prevenzione e gestione delle malattie croniche non trasmissibili; la presa in carico della fragilità e della non autosufficienza; gli interventi di promozione della salute lungo tutto il ciclo di vita (life course approach). 

Un’analisi analoga può essere condotta per il tema della salute mentale, che rappresenta oggi una delle principali aree di interesse della sanità pubblica ma che, all’interno del PNP 2026–2030, non risulta pienamente strutturata come asse autonomo e prioritario. Nel piano, infatti, la salute mentale è presente in modo diffuso e trasversale, ma non viene identificata come una macro-area specifica di intervento. Essa è intercettata soprattutto all’interno di altre linee di azione, in particolare: la prevenzione delle dipendenze patologiche, gli interventi lungo il life course, con attenzione ai fattori di rischio nelle diverse fasi della vita, le azioni rivolte alle fasce vulnerabili della popolazione, la promozione del benessere generale e degli stili di vita salutari.

In sintesi, il Piano si colloca in continuità con il precedente PNP 2020-2025, ma introduce e rafforza alcuni elementi di particolare rilievo: l’equità come principio trasversale, l’approccio lungo tutto l’arco della vita, la centralità delle vaccinazioni e degli screening, l’attenzione alla fragilità, alla cronicità, agli stili di vita e al rapporto tra ambiente, clima e salute. 

 

Link al PNP 2026-2031: piano nazionale prevenzione.pdf

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A cura di Rita Longo, Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute (DoRS)

La revisione sistematica ha l'obiettivo di valutare gli interventi di comunità per la prevenzione/riduzione dei livelli di ansia e di depressione. Sono stati selezionati e analizzati 31 studi randomizzati controllati (RCT) che hanno coinvolto quasi 3000 partecipanti, riguardanti per la maggior parte interventi di salute mentale nel setting comunitario, con focus su musica ed attività fisica, giardini urbani condivisi/collettivi (community-garden), arte e cultura (visite a musei, gallerie d’arte, librerie), rivolti a specifici gruppi di popolazione, in particolare target giovani 16 – 24 anni e adulti.

I risultati: tali interventi migliorano la salute e il benessere, agendo come “cura sociale”, sul modello inglese delle cure primarie che utilizza il “social prescribing”, la promozione della salute mentale attraverso strategie personalizzate che intrecciano vulnerabilità individuali e risorse comunitarie mettendo in relazione individuo vulnerabile e risorse comunitarie.

Sono necessari però studi di migliore qualità generale per sostanziare con evidenze forti tale area promettente
 
 
 
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Testo Featured:  Il Laboratorio della Prevenzione ha messo a disposizione dei decisori un modello innovativo per l’analisi costi/benefici e la selezione degli interventi.
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 A cura di Cristiano Piccinelli e Carlo Senore,  AOU – Città della Salute e della Scienza di Torino (CPO Piemonte)

In breve…

  •  In una popolazione che tende all’invecchiamento, ridurre il carico delle malattie croniche non trasmissibili diventa essenziale per preservare il Sistema Sanitario.
  • Intervenire sugli stili di vita, fattori di rischio prevenibili, permetterebbe potenzialmente un risparmio in termini di malattia e di risorse.
  • Fino a oggi in materia di prevenzione non erano disponibili criteri oggettivamente definiti per compiere scelte di priorità.
  •  Il Laboratorio della Prevenzione ha messo a disposizione dei decisori un modello innovativo per l’analisi costi/benefici e la selezione degli interventi.
 

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