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A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale
L’assunzione di droghe per via parenterale è associata a modelli di consumo di stupefacenti più dannosi e all’aumento del rischio di contrarre infezioni trasmissibili per via ematica, come l’HIV e l’epatite virale.
La riduzione del danno integra gli approcci che tendono a prevenire o a ridurre in generale il consumo di droga. Si basa sull’accettazione del fatto che molte persone nel mondo continuano a fare uso di sostanze psicoattive nonostante gli enormi sforzi per prevenire l’inizio o la prosecuzione dell’uso. Si riferisce a politiche, programmi e prassi che mirano a ridurre i danni correlati all’uso di sostanze psicoattive, quali la trasmissione del virus dell’HIV e dell’Epatite C.
L'incidenza di HIV e Epatite C è significativa tra le persone che utilizzano droghe; in Europa la prevalenza di epatite C tra i tossicodipendenti attivi è del 40%. I pazienti tossicodipendenti attivi e/o con storia di tossicodipendenza costituiscono da soli i 2/3 dei casi totali di HCV in Europa, e il 52% dei casi totali in Italia. Nel 2020 si sono registrate 563 nuove diagnosi di HIV (1,3 per milione di abitanti) e 128 nuove diagnosi di AIDS correlate al consumo di stupefacenti per via parenterale nell’Unione europea (fonte EMCDDA).
Gli autori hanno aggiornato una revisione sistematica del 2011 per valutare le ultime evidenze sull'efficacia degli interventi di riduzione del danno - trattamento delle droghe (terapia con agonisti oppioidi, programmi di scambio di aghi e siringhe e altri interventi) nella prevenzione della trasmissione dell'Epatite C e dell'HIV, e delle relative misure di rischio di infezione tra le persone che iniettano droghe.
Il livello delle evidenze è alto rispetto alla precedente revisione effettuata nel 2011 (di cui questo lavoro costituisce l'aggiornamento). Di seguito i principali risultati:
a) si evidenzia l'efficacia del trattamento con Farmaci Antagonisti Oppioidi per la riduzione di HIV e Epatite C per tutti gli esiti considerati.
b) si conferma, sulla base dei risultati positivi della revisione svolta nell'anno 2011, l'efficacia dei programmi di scambio siringhe e aghi nella riduzione del trattamento iniettivo e della trasmissione del virus HIV.
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A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale
I danni provocati dal fumo possono essere molto gravi; smettere di fumare riduce il rischio di contrarre cancro ai polmoni, attacchi cardiaci e molte altre malattie. Nonostante la maggior parte delle persone che fumano vogliano smettere, molte fra queste hanno difficoltà nel raggiungere questo obiettivo a lungo termine. Quasi la metà di coloro che cercano di smettere senza supporto non riesce a smettere nemmeno per una settimana e meno del 5% rimane astinente a un anno dall'abbandono (Hughes 2004).
Le sigarette elettroniche sono dispositivi portatili che funzionano riscaldando un liquido che di solito contiene nicotina e aromi. Le sigarette elettroniche consentono di inalare la nicotina sotto forma di vapore anziché di fumo. L'uso della sigaretta elettronica è comunemente noto come "vaping". Molte persone usano le sigarette elettroniche per smettere di fumare tabacco.
Secondo gli autori di questa revisione, pubblicata sulla Cochrane Library, gli interventi volti alla cessazione del fumo come il supporto comportamentale e i farmaci, non sono sempre efficaci in quanto non tengono in sufficiente considerazione gli aspetti sensoriali, comportamentali e/o sociali del fumo. Le sigarette elettroniche potrebbero offrire un modo per superare queste limitazioni.
Le tabelle riassuntive dei risultati e le valutazioni di efficacia si basano sulle evidenze degli studi controllati randomizzati (RCT).
I risultati: le persone hanno maggiori probabilità di smettere di fumare per almeno sei mesi utilizzando le sigarette elettroniche con nicotina rispetto alla terapia sostitutiva con nicotina (6 studi, 2378 persone) o alle sigarette elettroniche senza nicotina (5 studi, 1447 persone).
Le sigarette elettroniche con nicotina possono aiutare più persone a smettere di fumare rispetto a nessun supporto o al solo supporto comportamentale (7 studi, 3126 persone).
Da 8 a 12 persone su 100 che utilizzano le sigarette elettroniche alla nicotina per smettere di fumare potrebbero smettere con successo, rispetto a solo 6 persone su 100 che utilizzano la terapia sostitutiva con nicotina, 7 su 100 che utilizzano le sigarette elettroniche senza nicotina o 4 su 100 che non hanno alcun supporto o solo un supporto comportamentale.
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A cura di Marta De Vito, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale e Cristiano Piccinelli, SSD Epidemiologia e screening (CPO Piemonte) - AOU Città della Salute e della Scienza di Torino
L'intervento di tassazione del tabacco si colloca tra gli interventi di prevenzione decisi a livello nazionale.
Rientra tra le strategie per il controllo del tabagismo riportate nel trattato internazionale “Framework Convention on Tobacco Control”, redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2003, che tutti i Paesi firmatari sono tenuti ad adottare, inclusa l’Italia1.
Questo tipo di intervento si basa sul principio di “elasticità della domanda rispetto al prezzo di un prodotto” che consiste nella variazione percentuale del consumo del prodotto derivata da un aumento del prezzo dell’1%2. Nello specifico, si parla di elasticità negativa quando ad un aumento del prezzo del prodotto corrisponde una riduzione del suo consumo, e di elasticità positiva quando un aumento del prezzo si accompagna ad un aumento dei consumi.
Per i prodotti del tabacco si riscontra un’elasticità negativa che supporta la decisione di adottare l’intervento di tassazione come strategia preventiva.
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A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte
La mindfulness implica focalizzare l'attenzione sui propri pensieri e sentimenti e osservarli senza giudizio mentre sorgono e scompaiono. Questa pratica aiuta le persone a controllare meglio le proprie emozioni, e potrebbe migliorare la capacità dei fumatori ad affrontare la depressione causata dalla cessazione del fumo di sigaretta. Obiettivo della revisione è stato valutare l'efficacia degli interventi basati sulla mindfulness per smettere di fumare e se questi interventi hanno un effetto sui risultati della salute mentale e del benessere.




