Dipendenze
- Dettagli
- Scritto da Guest Niebp
- Categoria: Dipendenze
- Visite: 2222
- Posizione in home page: Nessuno
- Query Database: No
A cura di Federico Pagnoni, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale
Il fumo non solo è uno dei principali fattori di rischio modificabili per quanto riguarda l’insorgenza di patologie cardiovascolari e polmonari ma gioca un ruolo anche nei tumori gastroenterici, della vescica, del rene, nel diabete e nella malattia di Alzheimer. In Italia nel 2019 è stato la causa del 12,13% di tutti i DALY persi, del 17,86% degli anni di vita persi e del 6,25% degli anni vissuti con disabilità.
Nel contesto delle politiche nazionali anti-fumo, giocano un ruolo di rilevante importanza i pittogrammi sui pacchetti e l’implementazione del pacchetto anonimo. Diverse revisioni sistematiche di letteratura, lo studio cross-sectional australiano e le esperienze di alcuni Paesi europei come Regno Unito e Francia forniscono le evidenze di efficacia per questi interventi. L’obiettivo è sia quello di far smettere di fumare sia quello di scoraggiare l’inizio.
I pittogrammi sfruttano la capacità dei messaggi di stimolare pensieri negativi riguardanti il fumo, facendo riflettere il consumatore sui rischi connessi al tabagismo e di conseguenza aumentando la preoccupazione per la propria salute. Il pacchetto anonimo invece prevede l’adozione di un pacchetto senza colori aziendali, loghi ed elementi di design sul pacchetto. Esso risulta meno attraente del pacchetto classico sia per la popolazione adulta che per gli adolescenti, incoraggiando l’idea di smettere e contrastando l’idea di iniziare.
I pittogrammi hanno un’efficacia correlata alla dimensione delle immagini sui pacchetti e oltre a disincentivare le persone ad iniziare, aumentano la richiesta di trattamenti presso i centri anti-fumo. Sebbene siano in grado di aumentare le richieste di aiuto, non è però chiaro se essi da soli siano capaci di far smettere di fumare, per questo motivo devono essere supportati da altri interventi e politiche anti-fumo.
Gli studi sul pacchetto anonimo mostrano invece che i fumatori valutano i pacchetti come meno attraenti e di impatto, percepiscono le sigarette del pacchetto anonimo come di bassa qualità ritenendosi quindi meno soddisfatti del loro gusto e ritengono lo smettere di fumare una priorità in maniera percentualmente maggiore rispetto ai fumatori che usano il pacchetto classico. In Francia nel 2018 il 26.8% dei fumatori ha dichiarato che l’aspetto del pacchetto anonimo li ha motivati a smettere ed il 22.5% degli ex fumatori ha detto di aver smesso a causa della sua introduzione.
- Dettagli
- Scritto da Guest Niebp
- Categoria: Dipendenze
- Visite: 1962
- Posizione in home page: Nessuno
- Query Database: No
A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale
L'uso di sostanze e l'abuso di alcol da parte dei genitori è una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica e la tutela dei minori, può essere dannoso per lo stesso genitore che fa uso di queste sostanze, per il suo partner e per i bambini che vivono con lui. Quando uno o entrambi i genitori abusano di alcol o fanno uso di droghe i figli hanno maggiori probabilità di subire lesioni e di avere problemi di salute fisica e mentale.
Diversi studi hanno esaminato interventi mirati a questo fattore di rischio. Lo studio qui analizzato, pubblicato nella Cochrane Library, si propone di stimare l'efficacia degli interventi psicosociali nel ridurre il consumo di sostanze da parte dei genitori. Sono stati analizzati diversi tipi di interventi psicosociali; alcuni interventi si concentravano sulla cessazione di consumo di alcol e droghe da parte dei genitori, altri sulle capacità genitoriali e sulle relazioni tra genitori e figli. Alcuni interventi psicosociali combinavano entrambe le cose. La maggior parte degli studi ha valutato interventi erogati alle madri.
Secondo gli autori della revisione gli interventi psicosociali possono aiutare i genitori a ridurre il consumo di alcol e di droghe. In particolare gli interventi che si concentrano sia sul consumo di alcol e droghe sia sul ruolo genitoriale risultano migliori per ridurre il consumo di alcol e droghe dei genitori. Inoltre, risulta opportuno che gli interventi non coinvolgano direttamente i bambini.
- Dettagli
- Scritto da Guest Niebp
- Categoria: Dipendenze
- Visite: 1398
- Posizione in home page: Nessuno
- Query Database: No
A cura di Federico Pagnoni, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale
I disturbi da comportamento dirompente sono caratterizzati da problemi di autocontrollo delle emozioni e dei comportamenti e si manifestano anche con azioni che violano i diritti degli altri, come ad esempio l’aggressione, ponendo l’individuo in contrasto con le regole sociali. Fanno parte di questa categoria il disturbo oppositivo provocatorio, il disturbo esplosivo intermittente e quello della condotta.
Particolare attenzione va posta verso la popolazione giovanile affetta da tali disturbi in quanto essi rappresentano una delle principali cause di richiesta di consultazione nei centri di neuropsichiatria infantile, ed è associata a fallimento scolastico oltre che favorire l’utilizzo di sostanze d’abuso, fumo e stili di vita scorretti. In questo contesto gli insegnanti e la scuola possono svolgere un ruolo importante nella promozione di comportamenti corretti, socialità e nella gestione delle emozioni.
È proprio questo l’obiettivo dell’intervento Coping Power. Basato su diversi cluster RCT svoltosi in Italia e Paesi Bassi, esso è rivolto ad una popolazione di età compresa tra gli 8 ei 14 anni ed in particolare alle persone affette da disturbo del comportamento dirompente. L’intervento mira a prevenire l’uso di sostanze psicoattive, l’abuso di alcol, il fumo di tabacco e gli atteggiamenti antisociali.
Il programma è suddiviso in incontri per gli studenti ed incontri per i genitori. I primi si focalizzano sul riconoscimento di sentimenti ed emozioni, approcci di problem solving e sviluppo di abilità di comunicazione, mentre i secondi si concentrano sullo sviluppo di abilità genitoriali e gestione dello stress. Il docente viene preparato attraverso uno specifico corso di formazione svolto da personale accreditato.
Alla fine dell’intervento si è vista una riduzione statisticamente significativa dell’aggressività, dell’uso di sostanze psicoattive, dell’abitudine al fumo e dei livelli percepiti di stress. Inoltre è stato anche riscontrato un miglioramento nel comportamento sociale, nell’autocontrollo (iperattività e condotta) e nelle abilità genitoriali. Sulla base di questi risultati l’intervento è stato ritenuto promettente da parte dei principali repertori di interventi efficaci.
- Dettagli
- Scritto da Guest Niebp
- Categoria: Dipendenze
- Visite: 1648
- Posizione in home page: Nessuno
- Testo Featured: Le dipendenze sono un problema di interesse per la sanità pubblica: il fumo rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio comportamentali per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, respiratorie e neoplastiche mentre l’abuso di alcol ha forti ricadute sociali.
- Query Database: No
A cura di Federico Pagnoni, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale
Le dipendenze sono un problema di interesse per la sanità pubblica: il fumo rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio comportamentali per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, respiratorie e neoplastiche mentre l’abuso di alcol ha forti ricadute sociali.
Particolare attenzione va posta verso la popolazione giovanile che maggiormente risente delle conseguenze negative correlate alla dipendenza. In questo contesto gli insegnanti e la scuola svolgono un ruolo centrale nella promozione di comportamenti corretti e stili di vita sani, favorendo il benessere e lo sviluppo psicosociale dei ragazzi.
È proprio questo l’obiettivo dell’intervento Unplugged. Basato su un cluster RCT svoltosi in sette Paesi europei e rivolto ad una popolazione di età compresa tra i 12 ed i 14 anni, esso mira a prevenire l’uso di sostanze psicoattive, l’abuso di alcol ed il fumo di tabacco attraverso il modello dell’influenza sociale.
Il programma è suddiviso in 12 moduli di circa un’ora ciascuno ed è condotto dall’insegnante in modo interattivo attraverso discussioni di gruppo, role play e brain storming. Il programma ampliato prevede anche attività guidate tra pari e workshop rivolti ai genitori degli alunni. Il docente viene preparato attraverso uno specifico corso di formazione svolto da personale accreditato.
Dopo tre mesi dall’intervento si è vista una riduzione del 30% della probabilità di fumare sigarette quotidianamente, del 31% di ubriacarsi frequentemente e del 23% di fare uso di cannabis e ad un anno, sebbene si riducano gli effetti sul fumo, rimangono costanti i risultati su alcol e cannabis: -20% di avere un abuso di alcol, -38% di averne frequentemente e -26% di fare uso frequente di cannabis. Con questi risultati questo intervento si allinea con i migliori programmi di prevenzione dello stesso tipo.





