L'uso dei promemoria informatici per ridurre la sedentarietà al lavoro
A cura di Luisella Gilardi, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -DoRS
Nei contesti d’ufficio, i lavoratori trascorrono gran parte della giornata seduti, spesso oltre il 60% del tempo lavorativo. Il prolungato tempo in posizione seduta è stato associato a esiti negativi sul lavoro, come riduzione della produttività, aumento dell’assenteismo e del presenteismo, oltre a problemi di salute quali: malattie cardiovascolari, cancro, obesità e problemi muscoloscheletrici.
Per contrastare la sedentarietà sul lavoro sono stati proposti diversi interventi, tra cui scrivanie regolabili in altezza, promemoria sul computer, dispositivi indossabili e programmi di counselling. Gli interventi multicomponente, che combinano strategie ambientali e comportamentali, sembrano ridurre maggiormente il tempo sedentario rispetto ai gruppi di controllo.
Una recente “umbrella review” ha evidenziato come l’uso di postazioni di lavoro “sit to stand” che permettano di passare dalla posizione seduta a quella in piedi riducono molto il tempo passato seduti, fino a 75 minuti al giorno, sia se usate da sole sia combinate con strategie psicologiche (Rouyard T et al, 2025 NIEBP - dettaglio scheda). Ci sono invece poche evidenze rispetto a esiti di salute come problemi muscoloscheletrici, cardiometobilici e su performance e produttività (Luger et al, 2025 NIEBP - dettaglio scheda).
Tra le strategie disponibili, i promemoria informatici si sono rivelati promettenti, a basso costo e facilmente implementabili. Si tratta di notifiche automatiche sullo schermo che ricordano agli utenti di interrompere la seduta prolungata, alzandosi, facendo stretching o svolgendo brevi movimenti, particolarmente utili negli ambienti d’ufficio, dove la maggior parte della giornata viene trascorsa seduti.
La revisione di Leppe-Zamora et al, del 2025 ne valuta l’efficacia.
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