NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

Come la pandemia ha evidenziato la centralità delle prove di efficacia nella scelta di priorità di intervento.

A cura di Fabrizio Faggiano (1)  e Alberto Baldasseroni (2), 

Comitato Scientifico del sito Niebp 

1) Dipartimento di Medicina Traslazionale, Università del Piemonte Orientale

2) in precedenza Cerimp, Firenze 

 

Siamo immersi ormai da 15 mesi nella pandemia COVID, una emergenza che non ci aspettavamo e che non solo ha procurato decine di migliaia di morti solo in Italia, oltre che centinaia di migliaia di ricoveri, ma ha cambiato profondamente le nostre vite, sia nelle relazioni sociali e con il lavoro che nel rapporto con sé stessi.

Fra i numerosi cambiamenti che abbiamo percepito ce n’è uno essenziale che spicca: il rapporto dei cittadini con la scienza. L’aggiornamento sull’andamento dei contagi, sull’incidenza della malattia, sui decessi, è diventato parte della vita quotidiana di molti, così come le verifiche sui continui adeguamenti delle norme di comportamento imposte dai DPCM. È diventato quasi un rito quotidiano l’ascolto dei diversi esperti: virologi, infettivologi, epidemiologi, che si alternano sui diversi media (radio, televisione e social) e forniscono diverse interpretazioni, opinioni sull’epidemia e su quali siano le migliori soluzioni per ridurne il rischio. Questa invasione dello spazio informativo, ma anche degli spazi più dedicati allo spettacolo, con un  rumore di fondo costante, sta generando un senso di confusione nei cittadini. Questo fenomeno, non c’è dubbio, potrebbe essere imputabile alla scarsa consuetudine che l’informazione ha con la scienza. 

Anche a livello di governo, sia nazionale che regionale, la situazione sembra sia decisamente cambiata: tutte le decisioni di contrasto all’epidemia sono state prese dopo aver consultato i diversi Comitati Tecnico Scientifici, Cabine di Regia, commissioni costituite ad hoc

Senza pretendere di fare una analisi sociologica, che certo il tema meriterebbe, non è sbagliato dire che il rapporto dei cittadini e delle istituzioni con la scienza è molto migliorato come conseguenza della pandemia COVID, e che il ruolo della scienza si sia sostanzialmente rinforzato nella nostra società.

Questa impressione generale può essere estesa anche alla Evidence-based Prevention? Vogliamo dire, le decisioni sulle misure di contrasto dell’epidemia sono state prese sempre sulla base di prove scientifiche? La risposta a questa domanda non è semplice.

Da un lato, durante tutto il periodo iniziale dell’epidemia non erano disponibili prove scientifiche circa l’efficacia delle diverse misure di contrasto, per il semplice motivo che negli ultimi 100 anni l’umanità non era più stata esposta a eventi di tale portata. I provvedimenti di distanziamento, lockdown erano stati sperimentati solo su scala molto inferiore, mai a livello di paese o addirittura di continente intero. Il primo report che fa una disamina ampia delle misure di contrasto all’epidemia (Ferguson, 16 marzo 2020), si basa su assunzioni di efficacia delle misure proposte basate sull’esperienza dell’epidemia Spagnola del 1918 e sulle osservazioni della prima comunità massicciamente colpita: la città di Wuhan. Il report dell’European Centre for Disease Prevention and Control uscito pochi giorni dopo (ECDC 2020) era molto argomentativo e poco basato su evidenze. Inoltre, un report quasi preveggente dell’European Centre for Disease Prevention and Control del 2019 (ECDC, luglio 2019) non citava neppure fra i limiti della Emergency EB policy-making la carenza di evidenze disponibili!

D’altra parte, gli studi sono stati organizzati rapidamente, e con metodiche diverse, sono stati condotti per ottenere dati rigorosi sull’efficacia delle diverse misure di contrasto, tanto che già il 1° giugno Lancet ha pubblicato la prima revisione sistematica di studi sull’efficacia delle misure di distanziamento e protezione individuale per la prevenzione della trasmissione da SARS-CoV-2 (Chu, 2020 vedi scheda di sintesi).

Non c’è dubbio però che nei primi giorni dell’ondata epidemica che ha sconvolto l’Italia nel marzo del 2020 la maggior parte delle decisioni siano state prese con il supporto di poche e deboli evidenze; la solida base teorica che derivava dalle esperienze di eventi epidemici di portata molto minore ha però, possiamo dire con il senno di poi, portato a decisioni rapide e sostanzialmente corrette, tenuto conto della situazione.

L’attenzione dei policy-maker è stata focalizzata, interamente, sul sovraccarico di ospedali e rianimazioni, e poi successivamente sull’impatto economico delle normative di prevenzione. Poca attenzione è stata data alla prevenzione della trasmissione, come se fosse stato impossibile fermare o contenere l’epidemia. Eppure esempi di altri paesi, come la Corea del Sud e la Cina del dopo-Wuhan, testimoniano come sia stato possibile contenere l’epidemia.

Dopo queste riflessioni, vi sono alcune domande che oggi dobbiamo porci riguardo al futuro della Evidence-based Prevention: quale corpo di evidenze è necessario per la gestione di contesti di emergenze pandemiche come quella in corso? Quali esiti dobbiamo considerare? Solo quelli relativi all’impatto sul sistema sanitario e sull’economia? Oppure la ricerca deve sforzarsi di focalizzare le evidenze disponibili per la prevenzione della trasmissione, in una ottica di contenimento dell’epidemia, e non solo della  mitigazione dei suoi effetti?

Per concludere questa breve riflessione, l’emergenza COVID ha evidenziato la necessità di avere disponibili le evidenze di efficacia per la gestione dei problemi prioritari di salute. Questa è una indicazione utile per il Network Italiano di EbP, che deve aggiungere, tra le aree tematiche dell’attività di documentazione, la prevenzione delle malattie infettive e in particolare la gestione degli eventi pandemici.

Referenze

Ferguson N, Laydon D, Nedjati-Gilani G et al. Impact of non-pharmaceutical interventions (NPIs) to reduce COVID-19 mortality and healthcare demand.  Imperial College COVID-19 Response Team, 16 March 2020

ECDC. The use of evidence in decision-making during public health emergencies. Stockholm: ECDC; 2019

European Centre for Disease Prevention and Control. Considerations relating to social distancing measures in response to the COVID-19 epidemic. Stockholm: ECDC; 2020.

Chu DK, Akl EA, Duda S, et al. Physical distancing, face masks, and eye protection to prevent person-to-person transmission of SARS-CoV-2 and COVID-19: a systematic review and meta-analysis. Lancet 2020; 395: 1973–87 (vedi scheda di sintesi)