NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

 

La revisione sistematica pubblicata sulla Cochrane Library di Baumeister et al. si propone di valutare l’efficacia degli interventi di Health Literacy rivolti alle persone migranti.

Il concetto di Health literacy è correlato al concetto di Literacy e si riferisce alle conoscenze, motivazioni e competenze necessarie alle persone per accedere, capire, valutare e utilizzare le informazioni sulla salute, al fine di esprimere opinioni e prendere delle decisioni nella vita di tutti i giorni rispetto all’assistenza sanitaria, alla prevenzione delle malattie e alla promozione della salute e di mantenere o migliorare così la qualità della propria vita (Manuale monografico OMS, traduzione a cura di Dors)

La literacy è un fattore predittivo dello stato di salute di un individuo più forte rispetto al reddito, all’occupazione, al livello di istruzione e al gruppo di appartenenza.

Gli autori hanno individuato 34 studi che hanno coinvolto 8.249 migranti con un'ampia gamma di condizioni di salute. Tutti gli studi sono stati condotti in Paesi ad alto reddito. Tutti gli interventi sono stati adattati alla cultura, alla lingua e al livello di alfabetizzazione dei partecipanti. Molti studi hanno riportato risultati a breve termine (fino a sei settimane dopo la fine dell'intervento). I partecipanti erano migranti con un'ampia gamma di patologie. 

Gli autori hanno raggruppato gli studi inclusi in base alle componenti principali dell'intervento, alla complessità dell'intervento e al comparatore, ottenendo diversi confronti principali.

La revisione valuta Programmi di autogestione, di sviluppo delle competenze, di educazione attraverso l’utilizzo di audiovisivi, interventi consistenti nell’adattamento di istruzioni mediche. I risultati della revisione mostrano che alcuni di questi interventi sono promettenti per migliorare l’Health Literacy dei migranti.

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 A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

La scuola può fornire un'impostazione efficace per educare al consumo di alimenti salutari costituendo un ambiente di apprendimento ottimale che raggiunga bambini provenienti da ogni contesto socioeconomico. Obiettivo della revisione è stato identificare le componenti degli interventi nutrizionali nelle scuole e sintetizzare l'impatto sul consumo di frutta e verdura e sulle conoscenze nutrizionali nei bambini di età compresa tra 4 e 12 anni.

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 A cura di Marta De Vito, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale

 

A livello mondiale la scorretta alimentazione è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie croniche non trasmissibili prevenibili come il diabete, le malattie cardiovascolari e diverse neoplasie. L’eccesso ponderale è una condizione sempre più diffusa in tutte le fasce di reddito e di età e, si stima che 2,8 milioni di persone all’anno muoiano a causa dell’obesità (WHO Obesity Fact Sheet).

In tale scenario le etichette nutrizionali, fornendo indicazioni sul contenuto nutrizionale dell’alimento e sulle calorie assunte, possono presentarsi come un possibile strumento per orientare le scelte dei consumatori verso opzioni più salutari.

Molti paesi hanno implementato le informazioni presenti sull’etichette alimentari, ma non esiste un consenso sul fatto che tale intervento sia efficace per ottenere acquisti e consumi più sani o su quali etichette siano più efficaci. A tal fine, una valutazione dell’impatto dell’etichettatura nutrizionale sulle scelte dei consumatori risulta fondamentale.

La revisione di Crockett et al analizza l’effetto delle etichette nutrizionali sulle scelte alimentari dei consumatori in ambienti reali e artificiali.

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Accedi alle schede di sintesi della letteratura e di intervento relative al tema alimentazione o effettua una ricerca avanzata nel database completo.

Le schede di sintesi derivano da una ricerca bibliografica esperta nella letteratura scientifica pubblicata e rappresentano la versione “pocket” delle revisioni sistematiche. Sono state valutate come rilevanti per la salute pubblica, tradotte e riassunte per facilitare la lettura e la ricerca sui singoli database.


Le schede di intervento sono state elaborate sulla base delle evidenze presenti in letteratura, della trasferibilità, fattibilità, sostenibilità e costo-opportunità.


 Nel 2017 a livello globale l’alimentazione scorretta come fattore di rischio è risultata responsabile di 11 milioni di morti tra gli adulti. Le malattie cardiovascolari sono state la principale causa dei decessi, seguite da neoplasie e diabete mellito di tipo 2.

In Italia, i dati del sistema di sorveglianza Passi (2016-2019) indicano che circa 4 adulti su 10 siano in eccesso ponderale e che appena 1 italiano su 10 consuma la quantità raccomandata dalle linee guida per una corretta alimentazione, ovvero 5 porzioni al giorno.  I dati di OKkio alla SALUTE 2016 mostrano che il 21,3% dei bambini è in sovrappeso e il 9,3% è obeso, mentre il 20% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura e il 36% dei genitori che i propri figli assumono abitualmente bevande zuccherate e/o gassate.

Il consumo eccessivo di sale è correlato all’insorgenza di numerose patologie (infarto del miocardio, ictus cerebrale, ipertensione arteriosa, Malattia Renale Cronica, osteoporosi, ecc.). Nel nostro Paese i dati più recenti indicano un consumo di sale quotidiano pari a 10,6 grammi per i maschi e 8,2 per le donne, nettamente superiore ai valori raccomandati dall’OMS, pari a meno di 5 grammi.

In questo contesto è rilevante l’identificazione di programmi efficaci indirizzati a problematiche quali il sovrappeso, l’obesità e la cattiva alimentazione, promuovendo uno stile di vita sano.

 Sono considerati:

-interventi di prevenzione dell’obesità e del sovrappeso anche in età infantile ed interventi di promozione di un’alimentazione corretta;

- programmi rivolti alla popolazione generale e interventi suddivisi per fascia di età;

- interventi applicabili in contesti differenti, come luoghi di lavoro, scuola, ambiente sanitario, ambiente domestico, comunità.