NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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22/12/2025

L’efficacia degli interventi psicologici nel trattamento dell’uso problematico di internet, videogames e social media

A cura di Marco Martorana, Università del Piemonte Orientale

L’uso problematico di internet, videogame e social media in adolescenza è associato a difficoltà emotive, cognitive e comportamentali e può evolvere in forme di dipendenza con effetti persistenti sul benessere psicologico. Le evidenze disponibili indicano che interventi psicologici strutturati, in particolare quelli basati sulla terapia cognitivo-comportamentale e sul coinvolgimento familiare, sono efficaci nel ridurre tali comportamenti e nel migliorare l’autoregolazione e la salute mentale. Tuttavia, l’elevata eterogeneità degli studi e la scarsità di follow-up rendono necessario promuovere interventi più strutturati, personalizzati e integrati nei contesti educativi e sanitari per garantire un impatto duraturo.

 

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18/12/2025

Dipendenze e comportamenti a rischio in adolescenza: una revisione sistematica e un’analisi qualitativa


A cura di Benedetta Contoli, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità

 

La revisione sistematica analizza 41 studi pubblicati tra il 2018 e il 2023 sulle dipendenze in adolescenza (12–17 anni), comprendendo sia l’uso di sostanze (alcol, tabacco, cannabis, cocaina) sia le dipendenze comportamentali legate alle tecnologie (internet, smartphone, social network, videogiochi, gioco d’azzardo). La revisione mette in evidenza l’elevata prevalenza di tali comportamenti tra gli adolescenti, l’età precoce di esordio e l’influenza determinante di fattori familiari, sociali, economici e psicologici. L’insieme delle evidenze mostra che tali comportamenti spesso coesistono (policonsumo) e condividono caratteristiche comuni (impulsività, ricerca di sensazioni, bassa regolazione emotiva).

 

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30/10/2025

Sigarette elettroniche per smettere di fumare

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale

L’articolo di Lindson et al., 2025, pubblicato sulla Cochrane Database of Systematic Reviews, esamina l’efficacia e la sicurezza delle sigarette elettroniche contenenti nicotina come strumento per favorire la cessazione del fumo negli adulti. L’obiettivo è valutare se le e-cigarettes, che rilasciano nicotina senza combustione del tabacco, siano più efficaci rispetto alle terapie sostitutive con nicotina (NRT), alle sigarette elettroniche senza nicotina o al solo supporto comportamentale, e se presentino un profilo di sicurezza
accettabile.
Gli eventi avversi riportati (tosse, irritazione orale o faringea, nausea, cefalea) sono per lo più lievi e transitori, e non si osservano differenze nei gravi eventi avversi tra EC con nicotina e altri trattamenti.
Nonostante la solidità complessiva delle prove, gli autori segnalano alcune limitazioni: la variabilità dei dispositivi e delle concentrazioni di nicotina, la durata limitata del follow-up (6–12 mesi nella maggior parte dei trial) e la mancanza di dati sui possibili effetti a lungo termine.
In conclusione, la revisione dimostra che le sigarette elettroniche contenenti nicotina sono più efficaci delle terapie sostitutive tradizionali per aiutare gli adulti a smettere di fumare, con un profilo di sicurezza simile,ma sottolinea la necessità di studi futuri che valutino la sostenibilità dell’astinenza, gli effetti a lungo termine e l’impatto sulla salute pubblica.

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10/12/2024

Interventi per favorire la cessazione dell’uso di tabacco basati su messaggi di testo automatizzati sul cellulare e App per smartphone

A cura di Marta De Vito, UPO, Università del Piemonte Orientale, Piemonte, Italia.

Il tabacco rimane ad oggi uno dei principali fattori di rischio di mortalità prevenibile nel mondo. Numerosi paesi sono alla ricerca di interventi sostenibili ed erogabili su grande scala per smettere di fumare. Gli interventi di cessazione basati sull’utilizzo del telefono cellulare presenterebbero numerosi vantaggi: facilità di utilizzo, applicabilità su grandi popolazioni (anche paesi a basso e medio reddito) e vantaggi economici.

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26/03/2024

Efficacia degli interventi per la cessazione del fumo tra le donne in gravidanza

A cura di  Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze 

L'esposizione al tabacco e alla nicotina durante la gravidanza è una causa prevedibile di diverse complicanze ostetriche e fetali quali il distacco placentare, il parto prematura, un basso peso alla nascita, aborto spontaneo e morte del feto. Nonostante una maggiore consapevolezza sui possibili danni del fumo, una percentuale significativa di donne in tutto il mondo non smette di fumare in gravidanza.

Gli autori di questa review hanno selezionato 63 RCT, per un totale di 19.849 donne, con l'obiettivo di valutare l'efficacia degli interventi per smettere di fumare, compresi quelli psico-sociali, digitali e farmacologici, rispetto agli interventi tradizionali. In particolare, 12 RCT hanno analizzato interventi farmacologici, valutando nello specifico l'azione della terapia con nicotina o con bupropione, 9 RCT hanno analizzato interventi digitali quali ad esempio la visione di video inviati tramite mail, messaggi di testo o tramite app di messaggistica istantanea, 44 RCT hanno, infine, analizzato interventi psicosociali, quali il counseling, l'uso di incentivi economici o il supporto sociale. 

Gli interventi che hanno mostrato efficacia in termini di cessazione dell’abitudine al fumo (confermata biochimicamente) sono stati gli incentivi finanziari (RR:1.77; 95%CI:1.21–2.58), il counseling (RR:1.27; 95%CI:1.13–1.43) e la terapia sostitutiva della nicotina (NRT) a lungo termine (RR:1.53; 95%CI:1.16–2.01). Tuttavia, il livello di qualità delle prove riguardanti la terapia farmacologica è risultato essere "basso" tramite metodo GRADE.

In conclusione, i risultati indicano che gli interventi non farmacologici siano quelli più efficaci per la cessazione del fumo tra le donne in gravidanza. Tuttavia, bisogna considerare che l’efficacia di un singolo intervento va contestualizzata in un più ampio contesto che prenda in esame non solo la strategia applicata, che può prevedere anche due o più interventi in combinazione, ma anche i bisogni e il contesto culturale della donna in gravidanza.

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16/10/2023

Efficacia degli interventi digitali per prevenire il consumo di alcol in gravidanza

A cura di Rosella Saulle e Martina Culasso, Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio-ASL Roma1 

Il consumo di alcol in gravidanza può comportare gravi rischi per la salute fetale ed è associato a complicanze per la madre. Oltre alla “Fetal Alcohol Syndrome” (FAS), che è la manifestazione più grave del danno causato dall’alcol al feto, si possono verificare una varietà di anomalie strutturali e disturbi dello sviluppo neurologico che comportano disabilità comportamentali e neuro-cognitive, queste alterazioni si possono presentare con modalità diverse tali da comportare un ampio spettro di disordini che vengono ricompresi nel termine Fetal Alcohol Spectrum Disorder (FASD). Nei paesi occidentali i FASD sono la forma più comune di disabilità permanente di origine non genetica e pertanto totalmente evitabile mediante l’astensione completa dal consumo di alcol in gravidanza.

I risultati della revisione sistematica condotta da Oh et al. 2022, evidenziano come gli interventi sanitari erogati via computer/internet/sms possono essere efficaci nel diminuire il rischio di consumare alcol in gravidanza.

Inoltre, gli interventi sanitari che utilizzano le tecnologie digitali hanno un notevole potenziale in quanto sono a basso costo e di facile accessibilità e implicano un più ampio coinvolgimento di utenti e quindi dovrebbero essere tenuti in considerazione quando vengono programmati interventi per la prevenzione dell’uso di alcol in gravidanza.

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11/10/2023

Efficacia degli interventi psicosociali per ridurre l'utilizzo di stimolanti di tipo anfetaminico

  A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

Come sottolinea l’Osservatorio Europeo MCDDA, l’Europa è storicamente un mercato di produzione e consumo di droghe stimolanti quali anfetamine, metanfetamine ed ecstasy. Le indagini dell’Osservatorio, che raggruppano anfetamine e metanfetamine e sono condotte da 25 Paesi dell'UE tra il 2016 e il 2022, suggeriscono che 1,3 milioni di giovani adulti hanno fatto uso di anfetamine nell'ultimo anno. Le stime del consumo di metamfetamine ad alto rischio variano da un Paese all'altro e vanno dallo 0,37 per 1.000 abitanti di Cipro al 5,22 per 1.000 della Repubblica Ceca, con il 2,9 per 1.000 della Slovacchia.

Per quanto riguarda l'ecstasy (MDMA), le indagini condotte da 26 Paesi dell'UE tra il 2015 e il 2022 suggeriscono che 1,8 milioni di giovani adulti hanno fatto uso di MDMA nell'ultimo anno, mentre si stima che il 2,0% di coloro che hanno tra i 15 e i 24 anni abbiano fatto uso di MDMA nell'ultimo anno.

La principale proprietà di queste sostanze stimolanti consiste nell'aumentare lo stato di vigilanza e la resistenza alla fatica; esse inducono tolleranza e dipendenza fisica, ma soprattutto psichica. L'uso di anfetamine è un problema globale a causa dell'aumento dell'uso e dei danni al benessere fisico, mentale e sociale.

Una recente revisione di letteratura descrive e valuta l’efficacia degli interventi piscosociali per prevenire l’utilizzo di Anfetamine, Metanfetamine ed Ecstasy e prevenire gravi problemi di salute mentale o problemi legati ai comportamenti a rischio quali le malattie sessualmente trasmesse.

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16/06/2022

L'efficacia degli interventi psicosociali per la riduzione dell'abuso di alcol e sostanze da parte dei genitori di minori

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

L'uso di sostanze e l'abuso di alcol da parte dei genitori è una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica e la tutela dei minori, può essere dannoso per lo stesso genitore che fa uso di queste sostanze, per il suo partner e per i bambini che vivono con lui. Quando uno o entrambi i genitori abusano di alcol o fanno uso di droghe i figli hanno maggiori probabilità di subire lesioni e di avere problemi di salute fisica e mentale.

Diversi studi hanno esaminato interventi mirati a questo fattore di rischio. Lo studio qui analizzato, pubblicato nella Cochrane Library, si propone di stimare l'efficacia degli interventi psicosociali nel ridurre il consumo di sostanze da parte dei genitori. Sono stati analizzati diversi tipi di interventi psicosociali; alcuni interventi si concentravano sulla cessazione di consumo di alcol e droghe da parte dei genitori, altri sulle capacità genitoriali e sulle relazioni tra genitori e figli. Alcuni interventi psicosociali combinavano entrambe le cose. La maggior parte degli studi ha valutato interventi erogati alle madri.

Secondo gli autori della revisione gli interventi psicosociali possono aiutare i genitori a ridurre il consumo di alcol e di droghe. In particolare gli interventi che si concentrano sia sul consumo di alcol e droghe sia sul ruolo genitoriale risultano migliori per ridurre il consumo di alcol e droghe dei genitori. Inoltre, risulta opportuno che gli interventi non coinvolgano direttamente i bambini.

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16/06/2022

Coping Power Programme: un intervento per le scuole indicato per ragazzi con disturbo del comportamento dirompente

A cura di Federico Pagnoni, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale

 

I disturbi da comportamento dirompente sono caratterizzati da problemi di autocontrollo delle emozioni e dei comportamenti e si manifestano anche con azioni che violano i diritti degli altri, come ad esempio l’aggressione, ponendo l’individuo in contrasto con le regole sociali. Fanno parte di questa categoria il disturbo oppositivo provocatorio, il disturbo esplosivo intermittente e quello della condotta.

Particolare attenzione va posta verso la popolazione giovanile affetta da tali disturbi in quanto essi rappresentano una delle principali cause di richiesta di consultazione nei centri di neuropsichiatria infantile, ed è associata a fallimento scolastico oltre che  favorire l’utilizzo di sostanze d’abuso, fumo e stili di vita scorretti. In questo contesto gli insegnanti e la scuola possono svolgere un ruolo importante nella promozione di comportamenti corretti, socialità e nella gestione delle emozioni.

È proprio questo l’obiettivo dell’intervento Coping Power. Basato su diversi cluster RCT svoltosi in Italia e Paesi Bassi, esso è rivolto ad una popolazione di età compresa tra gli 8 ei 14 anni ed in particolare alle persone affette da disturbo del comportamento dirompente. L’intervento mira a prevenire l’uso di sostanze psicoattive, l’abuso di alcol, il fumo di tabacco e gli atteggiamenti antisociali.

Il programma è suddiviso in incontri per gli studenti ed incontri per i genitori. I primi si focalizzano sul riconoscimento di sentimenti ed emozioni, approcci di problem solving e sviluppo di abilità di comunicazione, mentre i secondi si concentrano sullo sviluppo di abilità genitoriali e gestione dello stress. Il docente viene preparato attraverso uno specifico corso di formazione svolto da personale accreditato.

Alla fine dell’intervento si è vista una riduzione statisticamente significativa dell’aggressività, dell’uso di sostanze psicoattive, dell’abitudine al fumo e dei livelli percepiti di stress. Inoltre è stato anche riscontrato un miglioramento nel comportamento sociale, nell’autocontrollo (iperattività e condotta) e nelle abilità genitoriali. Sulla base di questi risultati l’intervento è stato ritenuto promettente da parte dei principali repertori di interventi efficaci.

 

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14/10/2021

L’efficacia di interventi psicologici multicomponente nel setting scolastico per la salute mentale degli adolescenti

A cura di Patrizia Brigoni, UPO, Università del Piemonte Orientale

La revisione di Tejada-Gallardo et al. ha indagato l’efficacia di interventi psicologici multicomponente realizzati in ambito scolastico, volti a favorire il benessere degli adolescenti e prevenire i comportamenti a rischio. Lo studio è presente nel portale Best practice – Evidence database dell’Agenzia Europea European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA)