Promuovere l’alfabetizzazione alla salute mentale negli studenti di 13 - 16 anni: una revisione sistematica
A cura di Rita Longo, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, ASL TO3 Regione Piemonte
A cura di Rita Longo, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, ASL TO3 Regione Piemonte
A cura di Luisella Gilardi, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, ASL TO3 Regione Piemonte
Le malattie muscoloscheletriche sono, di gran lunga, la prima categoria di malattie professionali in Italia, con una quota attorno al 70-75% delle denunce annuali secondo recenti dati dell'INAIL.
Negli ultimi decenni molti settori industriali hanno automatizzato alcune operazioni, i lavori sono diventati più ripetitivi e monotoni. Queste ultime due condizioni possono aumentare il rischio di sviluppare disturbi a carico dell’apparato muscoloscheletrico. Sono stati studiati molti interventi per contrastare questi disturbi e prevenirne l’insorgenza, alcuni comportano cambiamenti più strutturali come la riprogettazione della postazione di lavoro, altri organizzativi come la modulazione dell’orario di lavoro e delle pause.
Questa revisione sistematica è un aggiornamento di una revisione Cochrane pubblicata per la prima volta nel 2019. Sono stati aggiunti tre nuovi studi per un totale di nove studi RCT (Randomised Controlled Trials).
Questi nove studi RCT hanno coinvolto un totale di 626 lavoratori. La maggior parte si è concentrata sulla frequenza delle pause lavorative (sei studi), mentre due hanno indagato la tipologia delle pause e uno ha indagato entrambe. Nessuno degli studi inclusi ha indagato specificamente la durata delle pause lavorative.
A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale
L’articolo di Lindson et al., 2025, pubblicato sulla Cochrane Database of Systematic Reviews, esamina l’efficacia e la sicurezza delle sigarette elettroniche contenenti nicotina come strumento per favorire la cessazione del fumo negli adulti. L’obiettivo è valutare se le e-cigarettes, che rilasciano nicotina senza combustione del tabacco, siano più efficaci rispetto alle terapie sostitutive con nicotina (NRT), alle sigarette elettroniche senza nicotina o al solo supporto comportamentale, e se presentino un profilo di sicurezza
accettabile.
Gli eventi avversi riportati (tosse, irritazione orale o faringea, nausea, cefalea) sono per lo più lievi e transitori, e non si osservano differenze nei gravi eventi avversi tra EC con nicotina e altri trattamenti.
Nonostante la solidità complessiva delle prove, gli autori segnalano alcune limitazioni: la variabilità dei dispositivi e delle concentrazioni di nicotina, la durata limitata del follow-up (6–12 mesi nella maggior parte dei trial) e la mancanza di dati sui possibili effetti a lungo termine.
In conclusione, la revisione dimostra che le sigarette elettroniche contenenti nicotina sono più efficaci delle terapie sostitutive tradizionali per aiutare gli adulti a smettere di fumare, con un profilo di sicurezza simile,ma sottolinea la necessità di studi futuri che valutino la sostenibilità dell’astinenza, gli effetti a lungo termine e l’impatto sulla salute pubblica.
A cura di Benedetta Contoli, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità.
L’articolo di Dyer et al., 2025, pubblicato sulla Cochrane Database of Systematic Reviews, esamina l’efficacia e la sicurezza dei diversi interventi per la prevenzione delle cadute negli anziani che vivono in strutture residenziali assistite. L’obiettivo è valutare, attraverso una revisione sistematica e meta-analisi di studi randomizzati, se le diverse strategie, tra cui programmi di esercizio fisico, interventi multifattoriali personalizzati, revisione farmacologica, supplementazione di vitamina D, interventi nutrizionali e formazione del personale, siano efficaci nel ridurre il rischio e il tasso di cadute, nonché le conseguenze correlate come le fratture e la perdita di autonomia. La revisione dimostra che gli interventi multifattoriali personalizzati e i programmi di esercizio fisico regolare sono efficaci nel ridurre le cadute tra gli anziani in strutture residenziali, con un buon profilo di sicurezza e una potenziale costo-efficacia. Tuttavia, evidenzia la necessità di studi futuri più omogenei e di lungo periodo, per valutare la sostenibilità degli interventi, il loro impatto sulla qualità di vita e la fattibilità nei diversi contesti assistenziali.
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A cura di Paola Capra, Dors - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte
La lotta all'obesità per essere davvero efficace deve iniziare fin dai primi anni di vita. Una revisione Cochrane individua gli interventi di maggiore successo per prevenire l'eccesso di peso nella fascia di età 2-4 anni.
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A cura di Marco Martorana, Università degli Studi del Piemonte Orientale
La revisione sistematica e meta-analisi ha esaminato 276 studi per valutare l’efficacia degli interventi universali e selettivi nella promozione del benessere mentale nei giovani. Entrambi i tipi di intervento risultano efficaci nel migliorare vari aspetti del benessere psicologico, cognitivo e sociale, con una maggiore efficacia degli interventi universali sulle abilità cognitive, soprattutto nei bambini e adolescenti. Gli interventi psicoeducativi sono risultati particolarmente efficaci per la mental health literacy. Tuttavia, le evidenze restano limitate per alcuni outcome e manca una valutazione dell’efficacia a lungo termine degli interventi.
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A cura di Luisella Gilardi, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, ASL TO3 Regione Piemonte
In Italia sono quasi tre milioni i bambini che consumano un pasto presso la mensa scolastica. Il report di “Save the Children” si focalizza sugli alunni della scuola primaria evidenziando grandi disparità tra le Regioni: in Sicilia solo l’11,2% dei bambini usufruisce della mensa mentre in Toscana quasi l’83%.
L’accesso alla mensa scolastica aiuta a ridurre le disuguaglianze perché permette ai bambini di famiglie povere di avere un pasto sano durante la giornata. Per questo è importante lavorare per rendere la mensa più accessibile e per aiutare gli studenti a scegliere cibi salutari, riducendo anche lo spreco di cibo.
Rispetto a quest'ultimo aspetto la revisione di Cohen del 2021 arriva a definire una lista di interventi e strategie efficaci per migliorare il consumo del pasto scolastico da parte di studenti e studentesse.
A cura di Miriam Levi, UFC Epidemiologia, Azienda USL Toscana Centro, Italia
Questa “umbrella review”, che ha incluso 41 revisioni sistematiche con metanalisi per un totale di oltre un milione di partecipanti, conferma il ruolo centrale dei modelli alimentari nella prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili e nella riduzione della mortalità, evidenziando come ogni gruppo alimentare, attraverso specifici profili nutrizionali, possa influenzare la longevità agendo su fattori di rischio metabolici e cardiovascolari. Le evidenze scientifiche indicano come alcuni gruppi di alimenti, quali frutta secca a guscio, cereali integrali, frutta, verdura e pesce, si associano a una riduzione della mortalità, mentre consumi elevati di carni rosse (soprattutto processate) e di bevande zuccherate si collegano a un aumento del rischio.
A cura di Rita Longo, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte
Le ricerche inerenti alla violenza contro le donne e le ragazze, sempre più frequenti, dimostrano l'efficacia degli interventi di prevenzione e riduzione della violenza contro le donne.
Il report “RESPECT Women", realizzato dall’OMS in collaborazione con le Nazioni Unite, è un importante riferimento per i decisori politici e i professionisti di tutto il mondo in tale ambito.
La recente revisione sistematica qui sintetizzata aggiorna le evidenze del report, analizzando i criteri di efficacia e le caratteristiche principali dei diversi interventi realizzabili.
A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte
Sempre più persone nel mondo sono inattive fisicamente e sedentarie sul luogo di lavoro, con un aumento del rischio di malattie e morti evitabili. Questo studio riassume tutto ciò che è stato pubblicato, per aiutare a creare iniziative di promozione della salute e a guidare future ricerche.
A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze
A cura di Marco Martorana, Università degli Studi del Piemonte Orientale
A cura di Miriam Levi, UFC Epidemiologia, Azienda USL Toscana Centro, Italia
La revisione sistematica con metanalisi sintetizza l’efficacia degli interventi sullo stile di vita (dieta, attività fisica o entrambi) nella prevenzione del diabete di tipo 2 e nella promozione del ritorno alla normoglicemia nei soggetti adulti con prediabete. L’analisi include dati da 31 trial randomizzati condotti in 14 paesi e fornisce stime specifiche per i diversi fenotipi di prediabete (alterata glicemia a digiuno, intolleranza al glucosio ed emoglobina glicata elevata), offrendo indicazioni utili per guidare gli operatori sanitari nella scelta degli interventi più appropriati e nella definizione delle priorità nei programmi di prevenzione.
A cura di Rita Longo, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte
A cura di Benedetta Contoli, Centro Nazionale per la promozione della salute e la prevenzione, Istituto Superiore di Sanità
L’articolo di Huey et al., 2025, pubblicato sulla Cochrane Database of Systematic Reviews, esamina l’impatto degli interventi basati su approcci di nutrizione di precisione per la gestione dell’obesità in bambini e adolescenti. L’obiettivo è valutare se strategie personalizzate – che tengano conto di variabili genetiche, metaboliche, comportamentali e ambientali – siano più efficaci rispetto agli approcci tradizionali “one-size-fits-all”.
Nonostante l’interesse per questo approccio, solo due studi randomizzati controllati hanno soddisfatto i criteri di inclusione e sono stati analizzati. Entrambi presentano limitazioni metodologiche (campioni ridotti, breve follow-up, rischio di bias elevato), e la certezza complessiva delle evidenze è molto bassa, secondo il sistema GRADE.
In conclusione, l’articolo non dimostra ancora con certezza l’efficacia della nutrizione di precisione nella gestione dell’obesità pediatrica, e sottolinea la necessità di ulteriori ricerche di alta qualità.
A cura di Luisella Gilardi, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte
Le abitudini o gli stili alimentari inconsapevoli e in modalità pilota automatico (controllo, consapevolezza della sazietà, alimentazione esterna, fame, apporto energetico, consumo di zuccheri, scelta di cibi poco salutari) e le abitudini legate allo stress (alimentazione emotiva e abbuffate) possono aumentare il rischio di sovrappeso e obesità.
Negli ultimi decenni, gli interventi basati sulla mindfulness (MBIs) per la prevenzione o il trattamento dell’obesità sono stati utilizzati con risultati promettenti.
La revisione di Kao et al del 2025 risponde a questa domanda “Gli interventi basati sulla mindfulness* (MBI) sono efficaci nel modificare comportamenti alimentari obesogeni?”
Accedi alla scheda di sintesi nel database Niebp
a cura di Lidia Fubini, DoRS Centro di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte
Alcuni interventi scolastici sono efficaci nel migliorare la dieta e l'attività fisica degli studenti (ad esempio, interventi di politica alimentare scolastica e interventi di attività fisica in classe) e nel ridurre l'obesità, il consumo di tabacco e/o il consumo di alcol (ad esempio, programmi di controllo del tabacco e programmi di educazione all'alcol). È utile proporre interventi complessi, per promuovere la salute degli studenti e ridurre il rischio di malattie future.
a cura di Rita Longo, DoRS Centro di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte
Il disturbo post traumatico da stress (PTSD) è comune in età evolutiva: infatti da uno a due terzi dei bambini e degli adolescenti riferiscono di essere stati esposti a un evento traumatico almeno una volta nella vita. È inoltre debilitante, e spesso diventa cronico. Una recente revisione sistematica ha analizzato varie tipologie di interventi psicologici, rilevandone l'efficacia di nel ridurre i sintomi.
A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze
I casi di tumore stanno aumentando a livello globale, soprattutto nella fascia attiva della popolazione. Per ridurne l’incidenza e la mortalità, è importante seguire i programmi di screening oncologico offerti alla popolazione per favorire la diagnosi precoce del cancro. In questo scenario, i luoghi di lavoro possono giocare un ruolo fondamentale nella promozione della partecipazione agli esami di screening. L’obiettivo di questa revisione è quello di analizzare gli interventi utilizzati sui luoghi di lavoro per favorire non solo la conoscenza dei lavoratori degli screening oncologici, ma anche l’adesione agli stessi.
a cura di Miriam Levi, UFC Epidemiologia, Azienda USL Toscana Centro, Italia
La revisione, condotta da Wadi et al. e pubblicata su The Lancet Planetary Health nel 2024, ha esaminato l’efficacia degli interventi nel promuovere diete salutari e sostenibili nei paesi ad alto reddito. Sono stati inclusi 13 studi provenienti da sei paesi (Canada, USA, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Italia). Gli interventi educativi sono stati i più utilizzati, ma quelli basati sulla persuasione hanno avuto un impatto maggiore sulla riduzione del consumo di carne. Nel complesso, gli interventi che combinavano educazione, persuasione, formazione o modellamento – e in alcuni casi anche ristrutturazione ambientale – sono risultati i più efficaci nel promuovere diete più sostenibili e ridurre il consumo di carne.