NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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25/03/2024

Effetti dello yoga sulla salute fisica e psicologica degli anziani che vivono in comunità

A cura di Marina Penasso, DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

La revisione con metanalisi ha sintetizzato e valutato criticamente la qualità delle prove esistenti sugli effetti dello yoga per il benessere psicofisico di persone di età pari o superiore a 60 anni. Sono stati inclusi 15 studi. Lo yoga ha migliorato significativamente l’equilibrio, la flessibilità, la forza muscolare e i sintomi depressivi. I risultati di questa revisione hanno supportato gli effetti benefici dello yoga sulla salute psicofisica degli anziani.

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11/12/2023

Quali sono gli interventi efficaci per la prevenzione dell'uso di sigarette elettroniche fra i bambini e i giovani?

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

 

Il consumo di tabacco è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie e il tabagismo, patologia cronica recidivante, rappresenta uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale. Fenomeno emergente è il consumo di prodotti nuovi contenenti nicotina, quali i prodotti a tabacco riscaldato e la sigaretta elettronica, particolarmente diffusi nella popolazione giovanile. L'uso di sigarette elettroniche, noto anche come vaping, è aumentato tra i bambini e i giovani dalla sua introduzione a metà degli anni 2000.

Gli autori hanno selezionato 39 articoli che rispondevano ai criteri di selezione scelti. Fra questi, sono stati valutati 14 interventi individuali di prevenzione (4 riguardanti il monitoraggio parentale, 3 i videogiochi, 2 l’uso di messaggi di testo, 3 l’utilizzo di messaggi grafici sul tema, 2 interventi nel sistema sanitario), 19 interventi scolastici (14 interventi educativi e sulle competenze, 5 interventi riguardanti politiche e divieti) e 6 interventi di comunità (3 interventi su social media, 3 campagne su mass media).

Sono stati esaminati gli outcome secondari che comprendono l'iniziazione al tabacco e le intenzioni, la conoscenza e la percezione del rischio della sigaretta elettronica e le intenzioni di sperimentarne l'utilizzo, in quanto questi fattori sono considerati potenziali indicatori dell'iniziazione alla sigaretta elettronica.

Alcuni studi sembrano dimostrare che un forte monitoraggio genitoriale percepito costituisca un intervento di prevenzione efficace dell'iniziazione all'utilizzo di sigarette elettroniche; tuttavia, il disegno degli stessi studi non consente di affermare una chiara causalità.

Sono emerse prove promettenti, ma limitate, che i curricula sulle competenze socio-emotive e il coinvolgimento di peer leader svolgano effettivamente una funzione preventiva.

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11/12/2023

Interventi per la promozione dell'health literacy nei migranti

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

 

La revisione sistematica pubblicata sulla Cochrane Library di Baumeister et al. si propone di valutare l’efficacia degli interventi di Health Literacy rivolti alle persone migranti.

Il concetto di Health literacy è correlato al concetto di Literacy e si riferisce alle conoscenze, motivazioni e competenze necessarie alle persone per accedere, capire, valutare e utilizzare le informazioni sulla salute, al fine di esprimere opinioni e prendere delle decisioni nella vita di tutti i giorni rispetto all’assistenza sanitaria, alla prevenzione delle malattie e alla promozione della salute e di mantenere o migliorare così la qualità della propria vita (Manuale monografico OMS, traduzione a cura di Dors)

La literacy è un fattore predittivo dello stato di salute di un individuo più forte rispetto al reddito, all’occupazione, al livello di istruzione e al gruppo di appartenenza.

Gli autori hanno individuato 34 studi che hanno coinvolto 8.249 migranti con un'ampia gamma di condizioni di salute. Tutti gli studi sono stati condotti in Paesi ad alto reddito. Tutti gli interventi sono stati adattati alla cultura, alla lingua e al livello di alfabetizzazione dei partecipanti. Molti studi hanno riportato risultati a breve termine (fino a sei settimane dopo la fine dell'intervento). I partecipanti erano migranti con un'ampia gamma di patologie. 

Gli autori hanno raggruppato gli studi inclusi in base alle componenti principali dell'intervento, alla complessità dell'intervento e al comparatore, ottenendo diversi confronti principali.

La revisione valuta Programmi di autogestione, di sviluppo delle competenze, di educazione attraverso l’utilizzo di audiovisivi, interventi consistenti nell’adattamento di istruzioni mediche. I risultati della revisione mostrano che alcuni di questi interventi sono promettenti per migliorare l’Health Literacy dei migranti.

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06/12/2023

Efficacia degli interventi di esercizio fisico per prevenire il dolore al collo

 A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

 

Tra i disturbi muscolo-scheletrici, il dolore al collo è al secondo posto dopo la lombalgia con un notevole onere individuale ed economico. L'incidenza è particolarmente alta negli impiegati, ed è spesso persistente e ricorrente. Obiettivo della revisione è stato aggiornare le evidenze sull'efficacia degli interventi di esercizio fisico per prevenire gli episodi di dolore al collo.

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04/12/2023

Interventi infrastrutturali, di policy e normativi per aumentare l'attività fisica e prevenire le malattie cardiovascolari e il diabete

 
A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze
 
Le malattie cardiovascolari e il diabete mellito tipo 2 sono significativi problemi di salute globale, causando rispettivamente, secondo i dati del Global Burden of Disease, 17,9 milioni e 1,5 milioni di morti nel 2019. 
In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte cardiovascolare (36,8% dei decessi nel 2019), con un impatto significativo sulla spesa farmaceutica. Il diabete interessa circa 4 milioni di persone nel 2020 e, sebbene influisca meno sulla mortalità (3,3% nel 2019), è considerato un rilevante fattore di rischio cardiovascolare. 
La prevenzione e gestione di tali patologie richiedono interventi su fattori modificabili come sovrappeso, obesità e inattività fisica. L'obiettivo di questa review di Durão del 2023 è di valutare l'impatto di interventi di tipo infrastrutturale, di policy o normativi sull'incremento dell'attività fisica. 
 


30/11/2023

L’ortoterapia per la riduzione dello stress

 A cura di Marina Penasso, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte 

 

L’ortoterapia è sempre più accettata come trattamento non farmacologico per la riduzione dello stress. Studi precedenti hanno dimostrato i suoi effetti terapeutici, con effetti che variano a seconda delle popolazioni, dei contesti e degli interventi di ortoterapia. Questo studio mirava a fornire una revisione completa della letteratura attuale riguardo all’efficacia dell’ortoterapia nel ridurre lo stress.

I risultati (su 31 studi selezionati) hanno mostrato effetti significativamente maggiori dell’ortoterapia sugli indicatori psicologici rispetto al gruppo di controllo. Il risultato dell’analisi dei sottogruppi ha dimostrato che gli effetti di riduzione dello stress dell’ortoterapia erano correlati alle caratteristiche della popolazione e che le aree interne e virtuali erano l’ambiente più efficace per l’ortoterapia. Allo stesso tempo, una durata totale di 100-500 minuti ha fornito migliori effetti di riduzione dello stress.

È stato anche sviluppato un quadro teorico per l’ortoterapia basato su una struttura “Partecipanti-Impostazioni-Interventi”, in modo da fornire un riferimento per le future attività di orticoltura.

  

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16/10/2023

Barriere e facilitatori della partecipazione all’attività fisica in bambini e adolescenti con disabilità intellettive

 A cura di Rosella Saulle e Fabio Cruciani, Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio-ASL Roma1

Regolari livelli di attività fisica contribuiscono a mantenere e migliorare il benessere mentale e psicofisico in ogni età e fase della vita, in adulti e anziani così come nei bambini e adolescenti.

I bambini e gli adolescenti con disabilità intellettiva (DI) sono meno attivi rispetto ai loro coetanei senza disabilità e hanno bassi livelli di attività fisica (AF). Comprendere i fattori che influenzano la partecipazione di questa popolazione all’AF è essenziale per progettare interventi efficaci e accettabili.

La scoping review condotta da Yu et al. 2022 ha identificato barriere e fattori favorenti la partecipazione all’AF in bambini e adolescenti con DI.

In generale, i fattori individuali legati alla propria disabilità, la bassa autoefficacia, la mancanza di sostegno da parte dei genitori, le strutture inadeguate o inaccessibili e la mancanza di programmi adeguati sono stati le barriere più comunemente segnalate. Un'elevata autoefficacia, il piacere di praticare attività fisica, un sufficiente sostegno da parte dei genitori, l'interazione sociale con i coetanei, la partecipazione alle lezioni di educazione fisica a scuola e programmi di attività fisica adattati sono stati i fattori più comunemente segnalati come facilitatori.

E’ importante di avviare interventi multimodali che tengano conto del coinvolgimento delle famiglie, delle scuole e di un sostegno da parte di una rete più ampia affinché tali interventi di promozione dell’AF possano rivelarsi efficaci e promettenti, favorendo la partecipazione di bambini e adolescenti con disabilità intellettive.

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16/10/2023

Efficacia degli interventi multicomponente in ufficio per ridurre il comportamento sedentario sul lavoro

 A cura di Marta De Vito, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale

E’ noto come uno stile di vita sedentario rappresenti un rischio per la salute, favorendo lo sviluppo di patologie croniche come le malattie cardiovascolari e metaboliche, ed i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico. L’inattività fisica è associata ad un’invecchiamento non in salute ed un aumentato rischio di mortalità per tutte le cause.

Diversi studi hanno rilevato che il tempo passato seduti a lavoro, per i lavoratori full time che svolgono impieghi d’ufficio, è circa il 60-90% del tempo totale che un individuo trascorre seduto in un giorno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato i luoghi di lavoro come il contesto ideale dove attuare azioni di promozione della salute.

In questo scenario, diventa quindi fondamentale individuare gli interventi, realizzabili nel contesto lavorativo, in grado di aumentare i livelli di attività fisica promuovendo la salute e il benessere dei lavoratori.

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11/10/2023

Efficacia degli interventi psicosociali per ridurre l'utilizzo di stimolanti di tipo anfetaminico

  A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

Come sottolinea l’Osservatorio Europeo MCDDA, l’Europa è storicamente un mercato di produzione e consumo di droghe stimolanti quali anfetamine, metanfetamine ed ecstasy. Le indagini dell’Osservatorio, che raggruppano anfetamine e metanfetamine e sono condotte da 25 Paesi dell'UE tra il 2016 e il 2022, suggeriscono che 1,3 milioni di giovani adulti hanno fatto uso di anfetamine nell'ultimo anno. Le stime del consumo di metamfetamine ad alto rischio variano da un Paese all'altro e vanno dallo 0,37 per 1.000 abitanti di Cipro al 5,22 per 1.000 della Repubblica Ceca, con il 2,9 per 1.000 della Slovacchia.

Per quanto riguarda l'ecstasy (MDMA), le indagini condotte da 26 Paesi dell'UE tra il 2015 e il 2022 suggeriscono che 1,8 milioni di giovani adulti hanno fatto uso di MDMA nell'ultimo anno, mentre si stima che il 2,0% di coloro che hanno tra i 15 e i 24 anni abbiano fatto uso di MDMA nell'ultimo anno.

La principale proprietà di queste sostanze stimolanti consiste nell'aumentare lo stato di vigilanza e la resistenza alla fatica; esse inducono tolleranza e dipendenza fisica, ma soprattutto psichica. L'uso di anfetamine è un problema globale a causa dell'aumento dell'uso e dei danni al benessere fisico, mentale e sociale.

Una recente revisione di letteratura descrive e valuta l’efficacia degli interventi piscosociali per prevenire l’utilizzo di Anfetamine, Metanfetamine ed Ecstasy e prevenire gravi problemi di salute mentale o problemi legati ai comportamenti a rischio quali le malattie sessualmente trasmesse.

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26/09/2023

Interventi nutrizionali nelle scuole per aumentare il consumo di frutta e verdura

 A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

La scuola può fornire un'impostazione efficace per educare al consumo di alimenti salutari costituendo un ambiente di apprendimento ottimale che raggiunga bambini provenienti da ogni contesto socioeconomico. Obiettivo della revisione è stato identificare le componenti degli interventi nutrizionali nelle scuole e sintetizzare l'impatto sul consumo di frutta e verdura e sulle conoscenze nutrizionali nei bambini di età compresa tra 4 e 12 anni.

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11/09/2023

Gli effetti sulla salute delle Zone a basse emissioni e delle Zone a traffico limitato

A cura di Paola Capra, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

L'inquinamento atmosferico per intenso traffico veicolare rappresenta un serio rischio per la salute di uomo e ambiente e ha portato numerose città in tutta Europa ad  intervenire con misure infrastrutturali, è il caso delle zone a basse emissioni e le zone a traffico limitato. La revisione Chamberlain ne ha valutato l'impatto sulle condizioni di salute di chi vi risiede.  

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11/09/2023

Interventi di comunità per la riduzione dell’ansia e della depressione negli adulti e nei giovani

A cura di Rita Longo, Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute (DoRS)

La revisione sistematica ha l'obiettivo di valutare gli interventi di comunità per la prevenzione/riduzione dei livelli di ansia e di depressione. Sono stati selezionati e analizzati 31 studi randomizzati controllati (RCT) che hanno coinvolto quasi 3000 partecipanti, riguardanti per la maggior parte interventi di salute mentale nel setting comunitario, con focus su musica ed attività fisica, giardini urbani condivisi/collettivi (community-garden), arte e cultura (visite a musei, gallerie d’arte, librerie), rivolti a specifici gruppi di popolazione, in particolare target giovani 16 – 24 anni e adulti.

I risultati: tali interventi migliorano la salute e il benessere, agendo come “cura sociale”, sul modello inglese delle cure primarie che utilizza il “social prescribing”, la promozione della salute mentale attraverso strategie personalizzate che intrecciano vulnerabilità individuali e risorse comunitarie mettendo in relazione individuo vulnerabile e risorse comunitarie.

Sono necessari però studi di migliore qualità generale per sostanziare con evidenze forti tale area promettente
 
 
 


07/09/2023

Interventi psicosociali basati su app per la prevenzione della depressione postpartum

 A cura di Marina Penasso, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte 

Lo studio ha indagato sull’efficacia delle applicazioni (app) di intervento psicosociale nel prevenire la depressione postpartum. La revisione con metanalisi (aggiornata al 17 marzo 2023) ha incluso 16 studi (dei 2515 selezionati inizialmente nelle principali banche dati scientifiche). Lo studio presenta i risultati degli attuali RCT sugli interventi con app, inclusa un'app con una componente psicosociale automatizzata per prevenire la depressione postpartum. Queste app hanno permesso di migliorare il punteggio EPDS – (Edinburgh-Postnatal-Depression-Scale) delle partecipanti agli studi e hanno dimostrato che la depressione postpartum si può prevenire.

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03/07/2023

Effetti di interventi non farmacologici per le persone fragili: revisione sistematica e metanalisi

 A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

La fragilità è una sindrome clinica legata all'età, caratterizzata dal declino di varie funzioni, accompagnata da maggiore vulnerabilità. Può essere considerata come uno stato che precede la disabilità e contribuisce a una serie di esiti negativi per la salute, tra cui il declino cognitivo, la depressione, la difficoltà a svolgere attività quotidiane. Porta spesso con sé una minore qualità della vita, cadute, ricovero in ospedale e necessità di assistenza a lungo termine.
Tutti questi fattori, a loro volta, aumentano i costi sanitari. La fragilità è comune negli adulti anziani; con l'invecchiamento della popolazione mondiale, la gestione della fragilità è un'importante sfida per la salute pubblica.

Gli autori della revisione hanno considerato gli studi riguardanti interventi di attività fisica, interventi multicomponente e interventi nutrizionali, ed hanno evidenziato che tutti questi interventi sono associati al miglioramento della fragilità rispetto al controllo.

La revisione e la conseguente metanalisi evidenziano che l'allenamento finalizzato al miglioramento della resistenza ha il miglior potenziale per ridurre la fragilità negli adulti anziani.

Tuttavia, gli studi inclusi non sono di buona qualità, dunque questi esiti necessitano di essere confermati con nuovi studi.

Nel dettaglio, l'attività fisica sembra essere l'intervento più efficace (Differenza media standardizzata SMD = 0.43, 95% CI: 0.34–0.51). L'allenamento di resistenza (risultato il più efficace, SMD = 0.58, 95% CI: 0.33–0.83), l'esercizio mente-corpo (SMD = 0.57, 95% CI: 0.24–0.90), l'allenamento fisico misto (SMD = 0.47, 95% CI: 0.37–0.57) e l'allenamento aerobico (SMD = 0.36, 95% CI: 0.09–0.62) risultano associati a una riduzione della fragilità rispetto alle cure abituali.

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03/07/2023

Interventi per la prevenzione della trasmissione di HIV ed Epatite C fra le persone che iniettano droghe per via parenterale.

 A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

L’assunzione di droghe per via parenterale è associata a modelli di consumo di stupefacenti più dannosi e all’aumento del rischio di contrarre infezioni trasmissibili per via ematica, come l’HIV e l’epatite virale.

La riduzione del danno integra gli approcci che tendono a prevenire o a ridurre in generale il consumo di droga. Si basa sull’accettazione del fatto che molte persone nel mondo continuano a fare uso di sostanze psicoattive nonostante gli enormi sforzi per prevenire l’inizio o la prosecuzione dell’uso. Si riferisce a politiche, programmi e prassi che mirano a ridurre i danni correlati all’uso di sostanze psicoattive, quali la trasmissione del virus dell’HIV e dell’Epatite C.

L'incidenza di HIV e Epatite C è significativa tra le persone che utilizzano droghe; in Europa la prevalenza di epatite C tra i tossicodipendenti attivi è del 40%. I pazienti tossicodipendenti attivi e/o con storia di tossicodipendenza costituiscono da soli i 2/3 dei casi totali di HCV in Europa, e il 52% dei casi totali in Italia. Nel 2020 si sono registrate 563 nuove diagnosi di HIV (1,3 per milione di abitanti) e 128 nuove diagnosi di AIDS correlate al consumo di stupefacenti per via parenterale nell’Unione europea (fonte EMCDDA).

Gli autori hanno aggiornato una revisione sistematica del 2011 per valutare le ultime evidenze sull'efficacia degli interventi di riduzione del danno - trattamento delle droghe (terapia con agonisti oppioidi, programmi di scambio di aghi e siringhe e altri interventi) nella prevenzione della trasmissione dell'Epatite C e dell'HIV, e delle relative misure di rischio di infezione tra le persone che iniettano droghe. 

Il livello delle evidenze è alto rispetto alla precedente revisione effettuata nel 2011 (di cui questo lavoro costituisce l'aggiornamento).  Di seguito i principali risultati:

a) si evidenzia l'efficacia del trattamento con Farmaci Antagonisti Oppioidi per la riduzione di HIV e Epatite C per tutti gli esiti considerati.

b) si conferma, sulla base dei risultati positivi della revisione svolta nell'anno 2011, l'efficacia dei programmi di scambio siringhe e aghi nella riduzione del trattamento iniettivo e della trasmissione del virus HIV.

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29/06/2023

Gli interventi per la prevenzione degli infortuni in edilizia

A cura di Luisella Gilardi, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

I lavoratori del comparto edilizia sono esposti con alta frequenza a fattori di rischio che possono causare infortuni gravi o mortali. Nella presente revisione sistematica vengono presi in considerazione gli studi di valutazione di interventi per la riduzione degli infortuni in questo comparto.

I più efficaci sembrano essere gli interventi multicomponenti: interventi diversificati che utilizzino campagne sulla sicurezza possono condurre alla diminuzione degli infortuni e sostenerla nel tempo, soprattutto se applicati a livello aziendale.

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20/06/2023

Interventi di gestione della mobilità automobilistica (mobility management), per prevenire, ridurre o ritardare l’età di inizio alla guida negli adolescenti

 A cura di Paola Capra, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

Elevato rischio di incidenti stradali e decessi, scarsa attività fisica ed eventuali danni per la salute, inquinamento ambientale, sono le principali conseguenze per i giovanissimi al volante, conseguenze maggiori se minore è l'età in cui si inizia a guidare. Come intervenire per ritardare questa età e per incoraggiare la scelta a favore di altre forme di trasporto, la bicicletta, andare a piedi, i mezzi pubblici? Una revisione Cochrane del 2020 suggerisce interventi di soft "mobility management" di carattere educativo e informativo.

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15/06/2023

Attività fisica per il trattamento della sindrome dell'intestino irritabile

 A cura di Claudia Cosma, Alice Fanfani - Università di Firenze e Miriam Levi UFC Epidemiologia, Azienda USL Toscana centro

La sindrome dell'intestino irritabile (IBS) è un comune disturbo funzionale cronico dell'intestino caratterizzato da sintomi che includono dolore o fastidio addominale, gonfiore e cambiamenti nelle abitudini intestinali che si protraggono per 6 mesi o più, con una prevalenza di circa il 10%-20% nei Paesi occidentali e crescente nei Paesi a basso reddito. Tale disturbo colpisce più comunemente le persone di età inferiore ai 35 anni.

La gestione della sindrome non segue un percorso chiaro per ogni paziente ma si concentra sui sintomi individuali, contemplando l’utilizzo di lassativi per la stipsi, antispastici per il dolore, antidiarroici, cambiamenti nella dieta, assunzione di liquidi, gestione psicologica e attività fisica.

L'attività fisica, in particolare, risulta spesso essere un valido supporto per svariate condizioni croniche. Potrebbe quindi essere una valida alternativa o un'aggiunta ai trattamenti in essere. Tuttavia, le prove a sostegno di questa raccomandazione non sono sufficienti.

Una recente revisione sistematica Cochrane indaga la letteratura presente per valutare i benefici dell’attività fisica negli adulti con diagnosi di sindrome dell'intestino irritabile oltre ai possibili moderatori dell'effetto, come ad esempio la specifica tipologia di intervento.

L'attività fisica (yoga, esercizio su tapis roulant o consulenza e supporto per aumentare l'attività fisica) può migliorare i sintomi ma non la qualità della vita o il dolore addominale: ulteriori studi sono necessari per valutare l’opportunità di questo intervento.

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01/06/2023

Interventi scolastici per prevenire la violenza di genere durante gli appuntamenti e nelle relazioni

A cura di Marina Penasso, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

 La revisione con metanalisi aveva come obiettivo di indagare l’efficacia degli interventi scolastici rivolti a bambini, bambine e adolescenti ( di età compresa tra 5 e 18 anni) per prevenire la vittimizzazione e la perpetrazione della violenza relazionale (DRV) e della violenza di genere (GBV). I risultati hanno evidenziato come gli interventi scolastici possano raggiungere un'ampia gamma di studenti, mirando sia ai processi individuali sia di gruppo che possono essere alla base di DRV e GBV. L’evidenza è risultata più forte per DRV rispetto alla GBV. Interventi più estesi potrebbero non essere più efficaci. Una possibile ragione per una maggiore efficacia della DRV è che mentre la GBV è radicata nelle culture e nelle pratiche scolastiche, la DRV è potenzialmente più aperta al cambiamento affrontando le conoscenze e gli atteggiamenti individuali.

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23/03/2023

Gli interventi incentrati sull’attività fisica riducono i sintomi depressivi nei bambini e negli adolescenti.

 A cura di Rita Longo, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

La recente review con meta-analisi di Recchia et al.  evidenzia l’influenza positiva degli interventi con focus sull’attività fisica, rivolti a bambini e adolescenti, rispetto alla riduzione dei sintomi depressivi.
La depressione è attualmente il disturbo mentale prevalente tra i bambini e gli adolescenti, associata a parecchi esiti avversi di salute, quali ad esempio difficoltà sociali/relazionali, salute fisica scarsa, suicidio.
Esistono linee guida ufficiali a livello internazionale che suggeriscono interventi di tipo farmacologico e psicoterapeutico, che vanno integrati con tipologie di intervento nuove, con meno rischi di effetti collaterali, efficaci, come si dimostra essere l’attività fisica, per promuovere la salute mentale in età evolutiva.

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