NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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01/03/2022

Unplugged: un programma di educazione per le scuole volto a promuovere stili di vita sani e comportamenti corretti

A cura di Federico Pagnoni, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale

Le dipendenze sono un problema di interesse per la sanità pubblica: il fumo rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio comportamentali per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, respiratorie e neoplastiche mentre l’abuso di alcol ha forti ricadute sociali.

Particolare attenzione va posta verso la popolazione giovanile che maggiormente risente delle conseguenze negative correlate alla dipendenza. In questo contesto gli insegnanti e la scuola svolgono un ruolo centrale nella promozione di comportamenti corretti e stili di vita sani, favorendo il benessere e lo sviluppo psicosociale dei ragazzi.

È proprio questo l’obiettivo dell’intervento Unplugged. Basato su un cluster RCT svoltosi in sette Paesi europei e rivolto ad una popolazione di età compresa tra i 12 ed i 14 anni, esso mira a prevenire l’uso di sostanze psicoattive, l’abuso di alcol ed il fumo di tabacco attraverso il modello dell’influenza sociale.

Il programma è suddiviso in 12 moduli di circa un’ora ciascuno ed è condotto dall’insegnante in modo interattivo attraverso discussioni di gruppo, role play e brain storming. Il programma ampliato prevede anche attività guidate tra pari e workshop rivolti ai genitori degli alunni. Il docente viene preparato attraverso uno specifico corso di formazione svolto da personale accreditato.

Dopo tre mesi dall’intervento si è vista una riduzione del 30% della probabilità di fumare sigarette quotidianamente, del 31% di ubriacarsi frequentemente e del 23% di fare uso di cannabis e ad un anno, sebbene si riducano gli effetti sul fumo, rimangono costanti i risultati su alcol e cannabis: -20% di avere un abuso di alcol, -38% di averne frequentemente e -26% di fare uso frequente di cannabis. Con questi risultati questo intervento si allinea con i migliori programmi di prevenzione dello stesso tipo.

Accedi alla scheda dell'intervento nel database NIEBP


01/03/2022

L’importanza dei programmi di screening organizzato per la prevenzione oncologica.

A cura di Cristiano Piccinelli,  SSD Epidemiologia e screening (CPO Piemonte) - AOU Città della Salute e della Scienza di Torino

L'Europa oggi rappresenta un decimo della popolazione mondiale, ma presenta un quarto dei casi di tumore nel mondo (1). In Italia secondo le stime prodotte dall’International Agency for Research on Cancer (IARC), se non saranno intraprese misure decisive, la stima di vite perse a causa del cancro aumenterà di oltre il 23% entro il 2035 (2). A questo scenario si aggiunge il grave impatto che la pandemia COVID-19 ha avuto sull’assistenza sanitaria ed in particolare su quella oncologica: l’interruzione, infatti, delle normali attività di prevenzione e trattamento e il ritardo nelle diagnosi si tradurranno in un aumento dei casi di tumori nei prossimi anni. Un ruolo molto rilevante in questo ambito di sanità pubblica è giocato dai programmi di screening che rappresentano una grande conquista nella prevenzione oncologica degli ultimi 30 anni.

I programmi di screening sono considerati efficaci solo per tutti i tipi di tumore. Al momento gli screening per cui è stata documentata l’efficacia sono quelli che riguardano i tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto. Tali screening sono raccomandati dal Codice Europeo Contro il Cancro, oltre che dalle Linee Guida della Commissione Europea e del Ministero della Salute.

Questi tumori sono molto frequenti che rappresentano quindi un importante problema di salute per la collettività e una consistente quota del carico di malattia attribuibile ai tumori. Hanno una lunga fase asintomatica e sono disponibili test in grado di individuarli proprio in quella fase. Inoltre esistono specifiche cure che, se applicate in fase precoce, possono aumentare la possibilità di guarire.

I programmi di screening organizzato sono elaborati e gestiti dai servizi sanitari nazionali o regionali al fine di garantire a tutti i cittadini l'opportunità di partecipare e di offrire al paziente in presenza di risultati anomali, le misure di sostegno e gli accertamenti diagnostici e i trattamenti del caso. Lo screening risulta più efficace se disponibile per tutta la popolazione elegibile se gli individui decidono di parteciparvi (3).

Purtroppo, a causa della pandemia Covid-19, l’interruzione e la difficoltà di ripresa a pieno regime delle attività sanitarie hanno ridotto fortemente il numero di esami diagnostici erogati. Le stime dell’Osservatorio Nazionale Screening (4) indicano che nel periodo che va da gennaio a dicembre 2020 ci sono state circa 3324 mancate diagnosi di tumore al seno, quasi 1299 per il cancro del colon-retto e circa 2.782 per le lesioni precancerose (o già cancerose) del collo dell’utero (5). Il Piano europeo di lotta contro il cancro, prevede il supporto agli Stati membri affinché, entro il 2025, sia garantita una copertura del 90% dei cittadini dell’Unione Europea per gli screening della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto.

Per raggiungere questi obiettivi, è necessario che vengano destinate risorse e si definiscano al più presto strategie per il recupero dell’attività arretrata, per ridurre al minimo l’impatto sulla salute che si osserverà nei prossimi anni.

 

Vai alla scheda di sintesi: Screening del tumore del colon-retto

Vai alla scheda di sintesi: Screening del tumore della cervice uterina

Vai alla scheda di sintesi: Screening del tumore mammario

Riferimenti bibliografici 

 

1. European Commission. Communication from the Commission to the European Parliament and the Council. “Europe's Beating Cancer Plan”. Brussels, 3.2.2021 COM(2021) 44 final

2. International Agency for Research on Cancer. “Cancer Tomorrow”. https://gco.iarc.fr/tomorrow/en/. 

3. Definizione dal Codice Europeo Contro il Cancro

4. Mantellini P et al. Ritardi maturati dai programmi di screening oncologici ai tempi del COVID-19 in Italia, velocità della ripartenza e stima dei possibili ritardi diagnostici. Epidemiol Prev 2020; 44 (5-6) Suppl 2:344-352.

5. https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/rapporto-sulla-ripartenza-degli-screening-dicembre-2020.


01/03/2022

La misure scolastiche per il contenimento della pandemia da Covid-19 nelle scuole

A cura di Paola Capra, DoRS Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

In risposta alla diffusione del virus SARS-CoV-2 e dell’ impatto della malattia Covid-19, i governi hanno implementato una varietà di misure per controllare la diffusione del virus e della malattia associata. Tra queste, ci sono le misure per controllare la pandemia nel contesto della scuola primaria e secondaria.

La revisione Krishnaratne 2022 intende rispondere al seguente quesito: quali sono le misure implementate nel contesto della scuola che consentono alle scuole di riaprire o rimanere aperte, in condizioni di sicurezza, durante la pandemia da Covid-19?

Sono inclusi 38 studi di cui, 33 studi hanno utilizzato modelli matematici previsionali e gli altri 5 dati tratti dal mondo reale.

Sono 4 le categorie di misure implementate nel contesto scolastico: misure per ridurre le opportunità di contatti (aprire solo le scuole primarie, frequenza a giorni o settimane alterne), misure per rendere più sicuri i contatti (uso di mascherine, ventilazione,  disinfezione), azioni di sorveglianza attraverso screening dei sintomi o uso di test, misure multicomponenti.  

Le misure valutate possono ridurre la trasmissione del virus SARS CoV-2 e di conseguenza l’infezione da Covid-19. Tali misure possono anche ridurre il numero di persone costrette al ricovero, mentre poco è noto su altre conseguenze sull’istruzione, la salute fisica o mentale. In ogni caso le conoscenze a disposizione derivano principalmente da studi fondati su modelli, mentre sono carenti gli studi realizzati nel mondo reale e che utilizzano dati reali.

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01/03/2022

L’allenamento e l’attività fisica per la prevenzione delle cadute accidentali nella popolazione adulta e anziana

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

Le cadute accidentali rappresentano una priorità per la sanità pubblica a causa della loro frequenza e gravità e producono conseguenze rilevanti in termini di disabilità, ricoveri e mortalità, soprattutto nelle persone anziane, causando costi umani, sociali e materiali straordinari. Incorrono in cadute soprattutto le persone anziane sole o istituzionalizzate.

I due lavori qui considerati, la revisione Cochrane di Sherrington et al. del 2019 e la revisione di Caristia et al. del 2021, hanno valutato l’effetto di interventi di allenamento e attività fisica volti a ridurre l’incidenza delle cadute nella popolazione adulta e anziana.

Lo studio di Sherrington ha incluso gli RCT che valutano gli effetti di ogni forma di esercizio fisico come singolo intervento per la prevenzione delle cadute di soggetti con più di 60 anni che vivono in comunità. Sono esclusi gli interventi focalizzati su condizioni particolari (es. riabilitazione dopo infarto).

I risultati mostrano che le diverse tipologie di esercizio fisico hanno differente impatto sulle cadute degli anziani. Rispetto ai controlli, esercizi sull’equilibrio e funzionali riducono le cadute del 24%; se a questi esercizi sono aggiunti esercizi di resistenza, la riduzione delle cadute sale al 34%. Il Tai Chi può ridurre il tasso di cadute del 19% (basso grado di evidenza).

Risultano invece incerti gli effetti di danza o programmi di cammino sull’incidenza di cadute. Non vi sono trial che comparano esercizi mirati alla flessibilità o a endurance rispetto a controlli.

Anche la revisione di Caristia et al. ha incluso studi sperimentali ed ha evidenziato i benefici dell'esercizio fisico nella prevenzione delle cadute accidentali. Gli interventi più efficaci sono risultati gli allenamenti "tridimensionali" che prevedono movimento su tutti e tre i piani spaziali, come per esempio, Tai Chi, danza; esercizi di equilibrio. Anche in questo studio si registra un alto grado di evidenza soprattutto sull’efficacia degli esercizi volti a potenziare l’equilibrio e degli esercizi funzionali.

I risultati della ricerca indicano inoltre l'importanza di garantire la sicurezza dell’ambiente in cui i pazienti sono impegnati, quando si conducono interventi volti a promuovere l'attività fisica.

Gli autori sottolineano l'efficacia della pratica dell'esercizio quando svolto in gruppo con il supporto di un istruttore o un fisioterapista. In alternativa, gli esercizi praticati individualmente a casa sono efficaci se praticati dopo un periodo di formazione o in combinazione con una frequenza regolare di lezioni.

Sebbene le prove rilevate in entrambe le revisioni non siano sempre di qualità elevata, è tuttavia possibile ricavare l’indicazione che è opportuno incoraggiare e sostenere la pratica dell’attività fisica nelle comunità locali per i soggetti adulti e durante l’invecchiamento, privilegiando le pratiche volte a migliorare le capacità di equilibrio, di resistenza, e la forza muscolare

Vai alla scheda di sintesi della revisione di Sherrington et al. 

Vai alla scheda di sintesi della revisione di Caristia et al.


09/02/2022

Interventi abitativi per le donne che subiscono violenza da parte del partner

A cura di Marina Penasso, DoRS –Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte

La violenza intima del partner (IPV) è la principale causa per le donne di diventare una senzatetto. La revisione sistematica esplora gli effetti degli interventi abitativi sul benessere fisico, psicosociale ed economico delle donne che sono vittime di IPV. Sono stati ammessi 34 studi con dati quantitativi sui risultati degli interventi abitativi tra le donne che subiscono IPV. 

La maggior parte degli studi ha valutato i risultati degli interventi sui rifugi (18 studi) o sui rifugi più qualche altra programmazione (otto). I restanti otto studi hanno valutato soluzioni abitative a lungo termine. Non vi era alcuna evidenza cumulativa di svantaggi a seguito di qualsiasi intervento sugli alloggi IPV. L'evidenza dei benefici è stata più forte per i risultati di salute mentale, l'intenzione di lasciare il partner, la sicurezza percepita e lo stress correlato al partner. Esistono prove promettenti sul continuum dei servizi di alloggio IPV per le donne, soprattutto in termini di esiti prossimali, come salute mentale, intenzione di lasciare il partner, sicurezza e stress abitativo. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche di qualità superiore, in particolare su soluzioni abitative a lungo termine e al di fuori degli Stati Uniti. 

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14/10/2021

Le misure non farmacologiche nelle RSA per prevenire o ridurre l'infezione da SARS CoV-2

A cura di Paola Capra, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte

Iniziata a fine 2019, la COVID-19, causata dal coronavirus SARS CoV-2, si è diffusa a livello mondiale. Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), per anziani o persone affette da disabilità, sono contesti ad alto rischio di focolai epidemici, con un carico di malattie e decessi molto alto tra i loro residenti.


14/10/2021

L'efficacia degli interventi di cogenitorialità durante il periodo post-parto

A cura di Paola Capra, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte

La cogenitorialità è il termine che descrive i ruoli e le interazioni tra genitori e figure sostitutive dei genitori, innanzitutto i nonni, che si prendono cura del neonato. La revisione sistematica Xiao del 2021 ha valutato l’efficacia degli interventi di cogenitorialità realizzati subito dopo la nascita del bambino, sulle relazioni cogenitoriali tra genitori e tra genitori e nonni, sulla loro salute psicologica e sugli esiti di cogenitorialità.


14/10/2021

Gli effetti degli interventi educativi IPV rivolti a operatori sanitari

A cura di Marina Penasso, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte

La violenza del partner intimo (IPV) include qualsiasi violenza (fisica, sessuale o psicologica/emotiva) da parte di un partner o di un ex partner. L'IPV può avere un impatto sostanziale sulla salute fisica e mentale delle sopravvissute. Le donne colpite da IPV hanno maggiori probabilità di avere contatti con operatori sanitari (ad esempio infermieri, medici, ostetriche), anche se spesso le donne non rivelano la violenza.


14/10/2021

La promozione della salute mentale e l'impiego di nuove tecnologie

A cura di Rita Longo, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte

Già prima della pandemia di COVID-19 la depressione era stata individuata dall'OMS (2019) come una delle principali cause di disabilità a livello mondiale, uno dei motivi principali - insieme ai disturbi ansiosi - che spingono a chiedere una visita medica nei Paesi ad alto reddito, e con scarsa copertura a livello di servizi soprattutto nei Paesi a basso reddito. L'avvento della pandemia ha comportato un peggioramento del livello di benessere mentale e un amento della condizione di stress in tutti i settori (in particolare per gli operatori della sanità e per le persone con pregressi problemi psichiatrici).


14/10/2021

Social media interattivi e cambiamento dei comportamenti di salute nella popolazione adulta

A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte

Petkovic et al., in questa metanalisi dei risultati sulla salute e l'equità, valutano l'efficacia degli interventi somministrati tramite i social media interattivi sul cambiamento dei comportamenti sanitari, dei parametri fisici, della salute psicologica, del benessere e degli eventuali effetti negativi.


14/10/2021

Gli effetti dell'attività fisica regolare sul sistema immunitario

A cura di Marta De Vito, Università del Piemonte Orientale

Nei Paesi della Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’inattività fisica è uno dei maggiori fattori di rischio per la salute e si stima sia responsabile di un milione di decessi annui (circa il 10% dei decessi totali della Regione) e di circa 8,3 milioni di anni di vita persi a causa di disabilità (Disability-adjusted life years, DALYs)1


14/10/2021

L’efficacia di interventi psicologici multicomponente nel setting scolastico per la salute mentale degli adolescenti

A cura di Patrizia Brigoni, UPO, Università del Piemonte Orientale

La revisione di Tejada-Gallardo et al. ha indagato l’efficacia di interventi psicologici multicomponente realizzati in ambito scolastico, volti a favorire il benessere degli adolescenti e prevenire i comportamenti a rischio. Lo studio è presente nel portale Best practice – Evidence database dell’Agenzia Europea European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA)


13/10/2021

Interventi per la prevenzione del dolore cervicale in chi svolge lavori d'ufficio

A cura di Miriam Levi, UFC Epidemiologia, Azienda USL Toscana centro

La cervicalgia è un disturbo muscoloscheletrico che ha un’alta prevalenza in chi svolge un lavoro d’ufficio.  Questa revisione sistematica con meta-analisi e meta-regressione ha valutato l'effetto combinato di interventi condotti in ambito occupazionale per ridurre la prevalenza e la sintomatologia dolorosa in particolare tra i videoterminalisti. Nella revisione sono stati inclusi 29 studi primari, mentre nella metanalisi gli studi inclusi sono stati sei. 


13/10/2021

Laboratorio della Prevenzione. Uno strumento a supporto delle scelte.

 A cura di Cristiano Piccinelli e Carlo Senore,  AOU – Città della Salute e della Scienza di Torino (CPO Piemonte)

In breve…

  •  In una popolazione che tende all’invecchiamento, ridurre il carico delle malattie croniche non trasmissibili diventa essenziale per preservare il Sistema Sanitario.
  • Intervenire sugli stili di vita, fattori di rischio prevenibili, permetterebbe potenzialmente un risparmio in termini di malattia e di risorse.
  • Fino a oggi in materia di prevenzione non erano disponibili criteri oggettivamente definiti per compiere scelte di priorità.
  •  Il Laboratorio della Prevenzione ha messo a disposizione dei decisori un modello innovativo per l’analisi costi/benefici e la selezione degli interventi.
 


12/10/2021

Gli interventi per promuovere la sicurezza dei pesticidi tra i lavoratori agricoli

A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte

La revisione di Afshari et al, riassume la letteratura sull'efficacia degli interventi per migliorare la sicurezza dei pesticidi e ridurne l'esposizione ai lavoratori in agricoltura. L’analisi e la valutazione della letteratura può fornire una panoramica su come sviluppare in modo più efficace interventi per prevenire l'esposizione di agricoltori e braccianti ai pesticidi.



01/06/2021

Interventi per la prevenzione e la riduzione e delle malattie muscolo-scheletriche in lavoratori sedentari.

A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte

Le malattie dell’apparato muscoloscheletrico (MSD) comportano un notevole impatto sull’autonomia e sull’abilità lavorativa dell’individuo, oltre che una riduzione dell’aspettativa di vita in buona salute. Per contrastare la diffusione di queste patologie è necessario implementare opportune strategie di prevenzione primaria mediante la diffusione di interventi di contrasto alla sedentarietà e di promozione di stili di vita attivi.



01/06/2021

Come la pandemia ha evidenziato la centralità delle prove di efficacia nella scelta di priorità di intervento.

A cura di Fabrizio Faggiano (1)  e Alberto Baldasseroni (2), 

Comitato Scientifico del sito Niebp 

1) Dipartimento di Medicina Traslazionale, Università del Piemonte Orientale

2) in precedenza Cerimp, Firenze 

 

Siamo immersi ormai da 15 mesi nella pandemia COVID, una emergenza che non ci aspettavamo e che non solo ha procurato decine di migliaia di morti solo in Italia, oltre che centinaia di migliaia di ricoveri, ma ha cambiato profondamente le nostre vite, sia nelle relazioni sociali e con il lavoro che nel rapporto con sé stessi.


31/05/2021

Sistemi di promemoria/chiamata attiva per promuovere le vaccinazioni

Sintesi e commento a cura di Marta De Vito, Università del Piemonte Orientale

 

Pubblicata una nuova scheda di intervento:  I sistemi di promemoria/chiamata attiva per promuovere le vaccinazioni 

Le vaccinazioni sono uno strumento di prevenzione e controllo delle malattie infettive sicuro, economico ed efficace, costituendo uno dei più grandi risultati del XX secolo in Sanità Pubblica. Ad oggi, esistono vaccini in grado di proteggere da almeno 20 malattie infettive come difterite, tetano, pertosse, morbillo ed influenza, permettendo di evitare fino a 3 milioni di morti ogni anno (1). Con efficacia del vaccino si intende la capacità di prevenire la specifica malattia per cui è adoperato, riducendo i casi di malattia tra i soggetti vaccinati rispetto a non vaccinati.