NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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10/12/2024

Influenza delle strategie per il controllo dell’inquinamento dell’aria sulla salute pubblica e sull’equità in Europa

A cura di Lidia Fubini,DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

 

Quanto sono efficaci gli interventi per ridurre l’inquinamento dell’aria?

L’inquinamento dell’aria è un importante problema di sanità pubblica in Europa, è associato a molteplici malattie quali cardiovascolari, asma, tumore del polmone e con la diminuzione della speranza di vita.

Da una ricerca bibliografica di 1626 articoli ne sono stati selezionati 15 e sono stati suddivisi in quattro categorie a seconda degli interventi adottati: norme generali sul controllo della qualità dell’aria, strategie legate all’energia, interventi relativi al controllo delle emissioni del traffico e strategie di riduzione delle emissioni di gas serra.

Tutte le strategie dei 15 articoli inclusi hanno dimostrato che potrebbero portare a una diminuzione dell'inquinamento atmosferico e quindi a un beneficio per la salute moderato o sostanziale.

 

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23/10/2024

Il carico di malattia a supporto della programmazione in prevenzione: le stime del GBD per le regioni italiane

 Webinar ECM - 14 novembre 2024 (9.30-12.30)

Il seminario sarà l’occasione per presentare alcuni strumenti disponibili che forniscono stime sul carico di malattia nella popolazione italiana, e che possono essere utili ai fini di orientare le scelte di priorità d’intervento in prevenzione.

Il GBD quantifica numerosi indicatori consentendo confronti nel tempo, tra gruppi d’età e tra popolazioni, e in particolare calcola i DALYs (disability adjusted life years), che misurano sia la mortalità prematura sia la disabilità, per più di 300 patologie e 84 fattori di rischio. In Italia è attivo il gruppo “Italian GBD Initiative” che ha avviato un’importante azione di sensibilizzazione dei decisori politici nel nostro Paese, a più livelli, e ha reso possibile la recente pubblicazione, sulla piattaforma del GBD, di stime per le regioni italiane.

Introduzione al webinar a cura di Fabio Voller, ARS Toscana.

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14/10/2024

Implementare uno screening per il tumore del polmone?

 

A cura di Cristiano Piccinelli, SSD Epidemiologia e Screening (CRPT) dell’AOU Città della Salute e della Scienza 

 

Nel dicembre 2022, il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato nuove Raccomandazioni sugli screening oncologici, suggerendo di rafforzare quelli già esistenti e di valutare l'ampliamento dell’offerta per i tumori del polmone, della prostata e dello stomaco, basandosi su prime evidenze di efficacia. Sebbene l’impiego della TAC spirale a bassa dose abbia dimostrato una riduzione significativa della mortalità per tumore al polmone, rimangono ancora aperte numerose questioni prima di poterlo adottare come esame di screening su tutta la popolazione eleggibile. 

Per affrontare alcune di queste problematiche, in Italia sono stati condotti due studi pilota sullo screening del tumore polmonare. Un aspetto cruciale di questo processo è rappresentato dal ruolo del fumo di sigaretta, che continua a essere il principale fattore di rischio per il tumore del polmone, responsabile dell'80-90% dei casi. Pertanto, risulta essenziale investire in programmi di prevenzione e cessazione del fumo, integrando questi interventi all'interno degli screening organizzati.

Tuttavia, sono necessari ulteriori studi e protocolli chiari per massimizzare l'impatto di un programma di screening. In particolare, è importante migliorare la raccolta di dati sull’abitudine al fumo per identificare correttamente la popolazione a rischio, ridurre le incertezze legate alla sovradiagnosi e definire linee guida per la gestione dei reperti incidentali.

Un approccio integrato e ben strutturato, che unisca screening mirati e strategie di prevenzione, sarà fondamentale per ridurre l'incidenza e la mortalità del tumore al polmone, garantendo al contempo una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse sanitarie.

 

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10/10/2024

Prevenzione del suicidio durante i disastri e le emergenze di salute pubblica

A cura di Marina Penasso, DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

I disastri e le emergenze di salute pubblica colpiscono sempre più spesso le popolazioni di tutto il mondo. Nonostante l’evidente preoccupazione dell’opinione pubblica e il crescente interesse della ricerca per l’aumento del rischio e dell’impatto del suicidio, si sa poco sugli interventi efficaci di prevenzione del suicidio in questi contesti. A tale proposito, è stata condotta una revisione sistematica per esaminare gli esiti delle strategie di prevenzione del suicidio implementate nei disastri e nelle emergenze di salute pubblica.

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10/10/2024

Autoprelievo HPV per lo screening del cancro cervicale: una revisione sistematica di opinioni e preferenze

A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze

 

Il cancro cervicale è uno dei tipi di cancro più frequenti nelle donne a livello globale, mentre rappresenta una delle principali cause di mortalità legata al cancro nei paesi a basso e medio reddito. L'incidenza e la mortalità di questa neoplasia sono diminuite grazie allo screening cervicale, in particolare nelle aree ad alto reddito dove i programmi di screening offrono una maggiore copertura. Tuttavia, l'11% delle donne italiane ha dichiarato di non aver mai effettuato lo screening o di aver atteso più a lungo del previsto per farlo a causa della mancanza di tempo oppure per vergogna o ansia. 

In una precedente scheda (NIEBP - Utilizzo dell’auto-prelievo cervicale nel programma di screening per la cervice uterina) è stato messo in evidenza come l'auto-prelievo abbia il potenziale di aumentare l'adesione dello screening del cancro cervicale. Lo scopo di questa review è quello di analizzare le opinioni e le preferenze delle donne nei confronti non solo del metodo di auto-prelievo, ma anche sui dispositivi utilizzati o sul setting dove l'auto-prelievo viene effettuato. Inoltre, questa revisione indaga eventuali differenze in sotto-gruppi specifici di donne, ad esempio in base all'età, alla provenienza geografica o in minoranze di genere. La conoscenza di tali fattori potrebbe permettere di individuare degli interventi specifici al fine di aumentare la copertura dello screening del tumore della cervice uterina.

 

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16/09/2024

Revisione della letteratura scientifica e della letteratura grigia sull’efficacia della figura del medico nelle procedure di vigilanza di estetisti, acconciatori, tatuatori, solarium

A cura di: 

Lidia Fubini, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte 


I saloni bellezza e centri estetici sono luoghi che racchiudono attività molto diverse tra loro e, di conseguenza, anche rischi specifici. Trattamenti, massaggi, manicure e pedicure, ricostruzione e applicazione di unghie artificiali, depilazione: sono solo alcuni esempi di servizi che può offrire un' estetista, e che possono esporre il lavoratore o il cliente a pericoli di vario tipo. Come tutte le imprese che hanno almeno un dipendente o collaboratore anche i centri estetici sono soggetti a particolari obblighi di tutela della salute e della sicurezza. Tutte le aziende con almeno un lavoratore sono soggette all' obbligo di redigere un documento di valutazione dei rischi (DVR) specifico per la propria attività.
Questo documento riassume l’importanza del controllo nelle procedure di estetica.

 

Il report è disponibile solo per le Regioni che hanno sottoscritto l’Accordo con il network (accesso con username e password)

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03/09/2024

Il playground marking per il contrasto alla sedentarietà: Revisione sistematica della letteratura

A cura di: 

Fabio Cruciani, Zuzana Mitrova, Rosella Saulle, (DEP-Lazio) 
Patrizia Brigoni, Thellenxa Kalemi, Alice Masini (UPO)

 

Promuovere l’attività fisica e ridurre la sedentarietà sono azioni di sanità pubblica prioritarie per garantire salute e benessere a tutte le età, prevenire le malattie non trasmissibili e migliorare la qualità di vita delle persone. 
Un luogo ideale per promuovere l’attività fisica tra i bambini è il parco giochi (playground) ovvero un'area specificamente destinata al gioco o alla ricreazione. Le scuole sono un ambiente ideale per promuovere l'attività fisica perché molti parchi giochi sono collegati o interni alle scuole, questo consente ai bambini di utilizzarli durante la ricreazione e in altri momenti di pausa.
L'aggiunta di marcature colorate agli ambienti di gioco e agli spazi aperti esistenti (“playground marking”) può rappresentare un modo economico e fattibile per aumentare i livelli di attività fisica.
Queste marcature possono essere facilmente applicate e implementate in ambienti di gioco all'aperto, hanno un basso costo di applicazione e possono essere mantenuti nel tempo utilizzando materiali di lunga durata (ad esempio, vernice spray). 

La revisione sistematica in oggetto ha valutato l’efficacia degli interventi di playground markings nell’aumentare i livelli di attività fisica, nel ridurre l’obesità, nel migliorare gli aspetti psicologici e cognitivi, le performance scolastiche e la qualità della vita dei bambini.

E’ stata, inoltre, effettuata una revisione della letteratura grigia al fine di identificare i progetti rilevanti realizzati in contesti Nazionali e Internazionali.

 

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27/06/2024

Effetto a lungo termine della sostituzione del sale sugli esiti cardiovascolari: una revisione sistematica e una meta-analisi

A cura di Lidia Fubini,DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

La sostituzione del sale di sodio con i sostituti del sale è un intervento poco costoso che può ridurre la mortalità per tutte le cause e quella cardiovascolare. Gli eventi avversi descritti sono di bassa entità.

 

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27/06/2024

Utilizzo dell’auto-prelievo cervicale nel programma di screening per la cervice uterina

A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze

Il cancro della cervice uterina è uno dei più comuni tipi di cancro nelle donne a livello globale, mentre rappresenta una delle principali cause di morte per tumore nei Paesi a basso e medio reddito. Lo screening cervicale ha ridotto sia l’incidenza che la mortalità di questo tumore, soprattutto nei setting ad alto reddito dove i programmi di screening prevedono più ampie coperture. Tuttavia, in Italia circa l’11% delle donne ha riferito di non essersi mai sottoposta allo screening o di averlo fatto in un lasso temporale maggiore del previsto, con motivazioni legate alla mancanza di tempo o a sensazioni come la paura o l’imbarazzo. Per tale motivo, già da alcuni anni sono in atto strategie per raggiungere la popolazione non aderente ai programmi di screening cervicale con nuove metodiche quali la distribuzione di kit per la ricerca del virus HPV tramite auto-prelievo.

L'auto-prelievo ha mostrato il potenziale di aumentare l'adesione allo screening del cancro cervicale: questa metanalisi ha dimostrato che i kit di auto-prelievo inviati direttamente a domicilio o offerti da un operatore sanitario “porta a porta” aumentano significativamente l'adesione allo screening rispetto allo screening regolare. Inoltre, l'adesione agli esami di II livello o al trattamento si è dimostrato simile a quella di altre metodiche di screening. Ulteriori ricerche sono necessarie per valutare l'efficacia e la fattibilità dell'auto-prelievo, soprattutto nei Paesi a basso reddito dove la copertura dei programmi di screening è attualmente limitata.

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27/06/2024

Elementi comuni degli interventi per prevenire la violenza verso le donne e verso l’infanzia

A cura di Marina Penasso, DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

Revisione sistematica per esplorare gli interventi che prevengono o rispondono all’IPV (Intimate Partner Violence) e alla VAC (Violence against Children) da parte dei genitori o dei caregiver, con l’obiettivo di identificare le componenti e i meccanismi di intervento che portano a una riduzione dell’IPV e della VAC. La revisione sottolinea il potenziale degli interventi basati sulla comunità e sulla genitorialità per affrontare contemporaneamente l’IPV e la VAC da parte dei genitori o dei caregiver e sottolinea l’importanza di interventi coordinati per fermare i cicli intergenerazionali di violenza.

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27/06/2024

Efficacia degli interventi operati da personale infermieristico per la prevenzione delle cadute negli anziani sia in comunità sia nelle strutture sanitarie

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale

La prevenzione delle cadute tra gli anziani è importante, dato che in tutto il mondo le cadute accidentali sono la seconda causa di morte in questa popolazione o possono portare a ricoveri in ospedale e disabilità. La revisione sistematica ha valutato l'efficacia degli interventi operati da infermieri nella prevenzione delle cadute dell'anziano. Sono stati valutati in particolare le attività e programmi di educazione, la promozione dell'attività fisica, la revisione dei farmaci, la valutazione del rischio e la gestione dell'ambiente fisico e sociale. I risultati: gli infermieri sono in grado di rilevare i rischi di caduta e di attuare interventi preventivi efficaci. Sono inoltre in grado di applicare interventi correttivi rapidi e identificare i cambiamenti nei pazienti.

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03/06/2024

Interventi di promozione e trasformazione urbana per la mobilità attiva casa-scuola ed esiti di salute

A cura di:

Alessio Perilli, Zuzana Mitrova, Rosella Saulle (Dipartimento di Epidemiologia - Lazio), Patrizia Brigoni, Thellenxa Kalemi, Alice Masini (Università del Piemonte Orientale)

 

Svolgere attività fisica con regolarità durante l’infanzia e l’adolescenza è di cruciale importanza per promuovere la crescita, con molteplici benefici per la salute fisica, mentale e cognitiva nonché per il miglioramento della performance e rendimento scolastico. Uno stile di vita sedentario rappresenta un rischio per la salute, favorendo lo sviluppo di patologie croniche come le malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico. 

In Italia, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, solo il 41% degli adolescenti pratica attività fisica moderata-intensa almeno quattro giorni a settimana e il 20% dei bambini non ha svolto alcuna attività fisica il giorno precedente l'indagine.

In tale contesto, diventa quindi fondamentale individuare interventi realizzabili nelle routine quotidiane, in grado di aumentare i livelli di attività fisica promuovendo la salute e il benessere di tutti e in particolare della popolazione in età evolutiva.

La mobilità attiva permette di integrare l’attività fisica nella propria routine quotidiana in modo semplice, oltre a generare benefici ambientali, quali la riduzione dell’inquinamento acustico, atmosferico e delle emissioni di gas climalteranti.

L’obiettivo della revisione condotta è quello di valutare l’effetto di interventi di promozione della mobilità attiva casa-scuola su attività fisica, sovrappeso/obesità, benessere e riduzione di incidenti stradali.

È stata, inoltre, effettuata una revisione della letteratura grigia al fine di identificare i progetti rilevanti realizzati in contesti Nazionali e Internazionali.

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26/03/2024

Partecipazione all'attività fisica di persone che vivono con disabilità: una prospettiva globale

A cura di Rosella Saulle e Fabio Cruciani - Dipartimento di Epidemiologia SSR del Lazio - ASL Roma 1

 

Quali sono gli interventi efficaci per promuovere e incrementare i livelli di attività fisica in bambini, adolescenti o adulti con disabilità?

La overview di Ginis et al. 2021, è stata condotta per fornire dati sugli effetti benefici dell’attività fisica e sugli interventi e politiche di promozione nelle persone che vivono con disabilità.

 

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26/03/2024

L’effetto dell’esercizio fisico sull’ideazione e i comportamenti suicidari

A cura di Rita Longo, DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

 

In letteratura sono ormai documentati i benefici per la salute dell’esercizio e dell'attività fisica, per varie fasce di popolazione. Vari studi hanno inoltre rilevato un effetto protettivo dell’attività fisica sull’ideazione suicidaria della popolazione generale, che si aggiunge al già noto impatto positivo dell’esercizio fisico (attività fisica strutturata) sulla salute psico-fisica delle persone con disturbi mentali, in particolare disturbo depressivo. Una recente revisione mira ad analizzare i meccanismi di azione dell'impatto dell'esercizio fisico sul rischio (ideazione e comportamenti) suicidario, in specifico per le persone con problemi fisici e/o psichici.

 

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26/03/2024

Interventi di comunità per la prevenzione delle cadute e delle lesioni conseguenti a cadute nelle persone anziane

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale

Le cadute negli anziani sono molto comuni: circa un terzo delle persone di 65 anni cade una o più volte in un anno. Le conseguenze possono essere molto gravi e una brutta caduta può compromettere seriamente la qualità della vita di una persona o comportare una lunga convalescenza, o causare addirittura la morte. Inoltre, poiché le cadute negli anziani possono richiedere un trattamento in ospedale, o interventi chirurgici, il costo può essere elevato per i servizi sanitari.

Trovare il modo di prevenire le cadute porterà benefici alle persone anziane e ridurrà l'onere per i servizi sanitari.

Una nuova revisione Cochrane ha valutato gli interventi basati sulla popolazione (quelli rivolti a intere comunità piuttosto che a singoli individui) al fine di determinare se sono utili per prevenire le cadute e le lesioni correlate alle cadute negli anziani. Alcuni interventi valutati: esercizio fisico, modifica dell'ambiente (casa, comunità, spazi pubblici), formazione del personale, conoscenza ed educazione.

L’esito della revisione: a causa della insufficiente qualità e dei deficit di progettazione degli studi primari, l'efficacia degli interventi multicomponente di prevenzione delle cadute per tutti gli esiti riportati è incerta e non vi sono sufficienti prove per affermare che gli approcci alla prevenzione delle cadute rivolti alla comunità riducano le cadute e gli infortuni.

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26/03/2024

Efficacia degli interventi per la cessazione del fumo tra le donne in gravidanza

A cura di  Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze 

L'esposizione al tabacco e alla nicotina durante la gravidanza è una causa prevedibile di diverse complicanze ostetriche e fetali quali il distacco placentare, il parto prematura, un basso peso alla nascita, aborto spontaneo e morte del feto. Nonostante una maggiore consapevolezza sui possibili danni del fumo, una percentuale significativa di donne in tutto il mondo non smette di fumare in gravidanza.

Gli autori di questa review hanno selezionato 63 RCT, per un totale di 19.849 donne, con l'obiettivo di valutare l'efficacia degli interventi per smettere di fumare, compresi quelli psico-sociali, digitali e farmacologici, rispetto agli interventi tradizionali. In particolare, 12 RCT hanno analizzato interventi farmacologici, valutando nello specifico l'azione della terapia con nicotina o con bupropione, 9 RCT hanno analizzato interventi digitali quali ad esempio la visione di video inviati tramite mail, messaggi di testo o tramite app di messaggistica istantanea, 44 RCT hanno, infine, analizzato interventi psicosociali, quali il counseling, l'uso di incentivi economici o il supporto sociale. 

Gli interventi che hanno mostrato efficacia in termini di cessazione dell’abitudine al fumo (confermata biochimicamente) sono stati gli incentivi finanziari (RR:1.77; 95%CI:1.21–2.58), il counseling (RR:1.27; 95%CI:1.13–1.43) e la terapia sostitutiva della nicotina (NRT) a lungo termine (RR:1.53; 95%CI:1.16–2.01). Tuttavia, il livello di qualità delle prove riguardanti la terapia farmacologica è risultato essere "basso" tramite metodo GRADE.

In conclusione, i risultati indicano che gli interventi non farmacologici siano quelli più efficaci per la cessazione del fumo tra le donne in gravidanza. Tuttavia, bisogna considerare che l’efficacia di un singolo intervento va contestualizzata in un più ampio contesto che prenda in esame non solo la strategia applicata, che può prevedere anche due o più interventi in combinazione, ma anche i bisogni e il contesto culturale della donna in gravidanza.

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25/03/2024

Gli effetti delle prescrizioni naturali sulla salute cardiometabolica e mentale e sull’attività fisica

A cura di Paola Capra, DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

 

Le prescrizioni naturali, sono una forma di prescrizione sociale a supporto di un'assistenza sanitaria sostenibile. Si tratta di terapie che diversamente dal trattamento farmacologico, prescrivono ad un paziente il contatto con la natura come elemento di cura, per migliorare lo stato di salute e di benessere fisico e psicologico, soprattutto per la promozione di stili di vita salutari.  

Al di là degli esiti strettamente clinici, le prescrizioni naturali allentano la pressione sull'assistenza sanitaria, favoriscono e migliorano le relazioni sociali, tutelano e ripristinano ambienti naturali sani e contrastano il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. 

La revisione sistematica Nguyen pubblicata nel 2023 su Lancet Planetary Health illustra gli effetti benefici delle prescrizioni naturali sulla salute fisica e mentale. 

 

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